Cronaca internazionale

Castillo tenta il golpe, ma finisce arrestato: cosa succede in Perù

Il presidente del Perù Pedro Castillo ha sciolto il Parlamento e dichiarato lo stato di emergenza. Finisce destituito e in manette

Castillo tenta il golpe, ma finisce arrestato: cosa succede in Perù
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Un violento terremoto politico sta scuotendo il Perù. Il presidente Pedro Castillo ha appena sciolto il Parlamento, e lo ha fatto nello stesso giorno in cui il Congresso si riuniva per votare la terza mozione di impeachment contro di lui. Il capo dello Stato, inoltre, ha convocato elezioni parlamentari anticipate e decretato il coprifuoco a livello nazionale. I media hanno denunciato l’azione di Castillo "un golpe" in atto nel Paese. Ma dopo qualche ora il Parlamento peruviano lo ha quindi destituito con una procedura d'urgenza, accelerando un procedimento di impeachment per "incapacità morale" che aveva in calendario proprio oggi. Subito dopo è stata convocata la vicepresidente della Repubblica Dina Boluarte per la cerimonia di successione, come previsto dalla Costituzione. E in serata la polizia ha arrestato Castillo nella sede della Prefettura di Lima, dove si era rifugiato in compagnia dell'ex premier Anibal Torre.

Cosa sta succedendo in Perù

"Abbiamo preso la decisione di istituire un governo di eccezione", ha dichiarato Catillo. In un discorso alla nazione, il presidente peruviano ha, come detto, annunciato anche la sua intenzione di convocare elezioni legislative che si terranno nel giro di nove mesi. Inoltre, il capo dello Stato ha decretato l'introduzione del coprifuoco a partire da oggi fra le 22 locali e le 4 del giorno successivo. Castillo ha chiesto infine a tutti coloro che posseggono armi di consegnarle al più vicino posto di polizia nel giro di 72 ore.

"Il sistema giudiziario, la magistratura, il pubblico ministero, il Consiglio nazionale di giustizia e la Corte costituzionale sono dichiarati in riorganizzazione", ha spiegato il leader, che sta fronteggiando il terzo tentativo di essere messo sotto accusa da quando è iniziato il suo mandato quinquennale nel luglio 2021. Il drammatico annuncio di Castillo è stato formulato alcune ore prima dell'inizio di una seduta del Parlamento in cui si sarebbe dovuta discutere una risoluzione riguardante la sua destituzione per "incapacità morale".

Dal canto suo, Castillo ha dichiarato che ciò che vogliono coloro che stanno promuovendo questo processo politico contro la sua figura è "dinamizzare la democrazia e ignorare il diritto di scelta" dei peruviani, oltre a voler "approfittare della situazione e prendere il potere".

Dimissioni e proteste

Mentre i media peruviani hanno subito gridato al golpe, in seguito all'annuncio di Castillo, ci sono state una serie di dimissioni presentate da personaggi di rilievo. Kurt Borneo, ministro dell'Economia e delle Finanze, si è dimesso tramite un messaggio su Twitter, così come Alejandro Salas, ministro del Lavoro, Felix Chero Medina, ministro della Giustizia, e Cesar Landa, ministro degli Esteri.

Oltre alla politica si segnalano importanti scossoni anche in ambito militare. Walter Cordova Aleman ha presentato le dimissioni, "per motivi personali", da comandante generale dell'Esercito del Perù. La lettera di rinuncia all'incarico, consegnata nella serata di ieri al ministro della Difesa Gustavo Bobbio e resa nota oggi, aumenta la temperatura della crisi istituzionale.

Cordova Aleman aveva assunto il comando dell'esercito a novembre del 2021, sotto l'allora ministro della Difesa, Walter Ayala Gonzalez. "Con la presente, presento la rinuncia all'incarico di Comandante generale dell'esercito del Perù, per motivi strettamente personali e, con questo, il passaggio alla condizione di militare in riserva", si legge nella lettera pubblicata dai media locali.

Ricordiamo che dal 2016 il Perù ha avuto cinque presidenti, tra cui Castillo, eletto per il mandato presidenziale 2021-2026. Prima di lui, nel 2018, Pedro Pablo Kuczynski ha affrontato una crisi simile, ma si è dimesso prima del voto di impeachment.

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