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Muore una spia russa e sparisce un oligarca inviso a Mosca: giallo a Cipro

Un diplomatico russo, sospettato di essere un ufficiale del Gru, è stato trovato morto nell’ambasciata di Nicosia il giorno successivo alla scomparsa di un oligarca che era arrestato dai servizi segreti bielorussi durante la "guerra del potassio"

Muore una spia russa e sparisce un oligarca inviso a Mosca: giallo a Cipro
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La scomparsa di due uomini sull’isola di Cipro sta alimentando teorie del complotto e ipotesi di intrighi internazionali da spy story. Giovedì scorso, 8 gennaio, un diplomatico russo, ufficialmente terzo segretario dell’ambasciata a Nicosia, si è tolto la vita nel suo alloggio. Alexei Panov, 41 anni, si sarebbe suicidato, ma ciò che rende il gesto estremo diverso dagli altri è la rivelazione che Panov non fosse un semplice “diplomatico” in missione all’estero, ma un ufficiale dell’intelligence militare sotto copertura, un uomo del GRU. Un dato che alcuni stanno collegando alla scomparsa di un oligarca russo inviso al Cremlino, Vladislav Baumgertner, 56 anni, ex dirigente di alto livello dell'azienda di fertilizzanti Uralkali, scomparso il 7 gennaio, il giorno prima del suicidio di Panov.

Baumgertner, già noto alle cronache per il suo arresto a Minsk durante la cosiddetta "guerra del potassio" tra Uralkali e Belaruskali, una società bielorussa, era considerato uno dei tanti “turisti” in esilio da Mosca, come li chiamano in Russia, e si ritiene fosse fuggito a Cipro per evitare problemi con la Bielorussia e i suoi servizi segreti che hannomantenuto il nome sovietico, Kgb.

Per il portavoce della polizia cipriota, Vyron Vyronos, “non c’è alcuna indicazione di alcun collegamento” tra i due casi, ma un ambasciatore occidentale in missione a Nicosia ha espresso il suo scetticismo al giornale britannico The Guardian, affermando: "Le teorie del complotto possono abbondare qui, ma non mi sorprenderei se i due casi fossero collegati”, mentre un altro diplomatico occidentale ha usato le parole “misterioso e sinistro” per descrivere la concomitanza tra i due casi, che potrebbero non essere affatto collegati, ma sono già stati avvolti in un alone di mistero.

Stando a quanto riportato dalla polizia cipriota, che è stata avvertita dall’ambasciata russa solo il 12 gennaio, quattro giorni dal decesso accertato, l’esame post-mortem del diplomatico russo ha stabilito che la causa della morte è stata “asfissia da impiccagione, considerata non dovuta a un atto criminale”, mentre per il giornalista Dmitry Khmelnitsky, che ha svelato la connessione con lo spionaggio russo, “non si può escludere la possibilità che volesse disertare”. L’opinione di Khmelnitsky non è isolata, ma è supportata da altri analisti che sostengono possa essersi trattato di quello che viene definito il modus operandi russo.

Alla polizia di Nicosia è stato negato l'ingresso all'ambasciata e il corpo è stato prelevato nel cortile senza accesso alla scena del crimine. L'ambasciata russa ha commentato la morte del suo collaboratore definendola "una tragedia profondamente personale per la sua famiglia e i suoi amici”. Panov avrebbe anche lasciato un biglietto in cui motiva le ragioni dell’estremo gesto, ma il biglietto non è stato consegnato alle autorità cipriote perché: “deve essere mandato a Mosca”.

È stata la misteriosa concomitanza con la scomparsa dell’oligarca russo, del quale non si conosce attualmente la sorte, ad attirare l’attenzione dei cacciatori di intrighi internazionali, dato che uno scenario come quello di Cipro, isola divisa, con una posizione tanto strategica nel Mediterraneo dall’ospitare due importanti basi aeree britanniche regolarmente impiegate per

lanciare missioni di bombardamento in Medio Oriente, ben si presta alle spy story. Un’attenzione che, in assenza di ulteriori informazioni, rimarrà oggetto di interpretazioni, anche se completamente infondate.

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