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Niente inno e velo indossato in modo scorretto: lo schiaffo delle calciatrici iraniane al regime

La proteste silenziosa delle giocatrici prima della sfida contro la Corea del Sud in Coppa d'Asia

Niente inno e velo indossato in modo scorretto: lo schiaffo delle calciatrici iraniane al regime
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Uno schiaffo al regime in mondovisione. Le calciatrici della Nazionale iraniana hanno deciso di non cantare l’inno nazionale prima della sfida d’esordio in Coppa d’Asia contro la Corea del Sud. Una protesta silenziosa ma allo stesso tempo rumorosa, considerando che il video di quanto accaduto è diventato virale. E c’è di più: per mandare un messaggio ancora più forte, hanno deciso di non indossare il velo in maniera corretta, ossia lasciando intravedere i capelli.

La protesta è avvenuta al Gold Coast Stadium nel Queensland, in Australia. Ogni membro della squadra è rimasto in silenzio durante il momento degli inni nazionali. Un segno di sfida forte e chiaro, considerando che le autorità iraniane avevano ordinato di cantare l’inno per evitare possibili imbarazzi. Le giocatrici sono rimaste mute, stesso discorso per l’allenatrice Marziyeh Jafari, che ha mostrato un sorriso carico di orgoglio per il gesto delle sue ragazze.

Sia le calciatrici che la ct si sono rifiutate di commentare l’escalation militare e la morte dell’ayatollah Ali Khamenei. Tanti gli attestati di stima e di vicinanza. "Il nostro cuore è con loro e le loro famiglie, è una situazione difficile ed è davvero coraggioso da parte loro essere qui e dare il massimo", ha detto la centrocampista australiana Amy Sayer: "Hanno offerto una prestazione davvero forte, nonostante il clima politico attuale e le difficoltà che potrebbero dover affrontare.

Resta da capire se lo stesso gesto si ripeterà giovedì, quando affronteranno l’Australia, e domenica, quando si disputerà la sfida contro le Filippine.

Ricordiamo che già nel 2022 la Nazionale maschile aveva deciso di non cantare l’inno nel match d’esordio dei Mondiali contro l’Inghilterra.

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