A quasi otto anni dal matrimonio tra il principe Harry e Meghan Markle, nuovi dettagli emergono sulla gestione dei preparativi nuziali e sulle tensioni nate attorno alla scelta del gioiello della sposa. Nel suo ultimo saggio biografico intitolato “Elizabeth II”, l'autore Robert Hardman ricostruisce i giorni che precedettero le nozze del maggio 2018, portando alla luce una versione dei fatti che contrasta in più punti con quanto narrato dal Duca di Sussex nella sua autobiografia Spare, come ha fatto notare il settimanale People.
Secondo le testimonianze raccolte da Hardman, la Regina Elisabetta rimase sorpresa e contrariata dal coinvolgimento diretto di Harry durante la selezione del diadema. Mentre la sovrana era solita considerare questo momento come un'occasione riservata per legare privatamente con le future spose della famiglia, la presenza non prevista del nipote avrebbe alterato l'atmosfera dell'incontro. Venne comunque scelta la fascia di diamanti della regina Mary e l’assistente della regina sostenne che per farla uscire dal Palazzo servisse una scorta della polizia. Harry ha dichiarato di essersi offerto di organizzare il tutto ma non si fece nulla e la situazione sarebbe poi degenerata quando la coppia iniziò a fare pressioni affinché il gioiello scelto venisse mandato a Kensington Palace per consentire a Meghan di effettuare delle prove con il proprio parrucchiere.
“Non è un giocattolo”, pare abbia detto la regina, infuriata per tale richiesta. La sovrana avrebbe inoltre fatto notare che persino Catherine Middleton, prima del suo matrimonio nel 2011, si era esercitata utilizzando un diadema di plastica invece dell'originale, utilizzato solamente al matrimonio. E davanti alle insistenti telefonate di Harry, Elisabetta II avrebbe anche impartito istruzioni precise alla sua assistente Angela Kelly affinché ignorasse ulteriori solleciti da parte del nipote. Dietro la ritrosia del Palazzo non vi sarebbe stata solo una questione di etichetta, ma anche ragioni di sicurezza e opportunità politica. Oltre alla concomitanza con gli impegni della Corte pasquale, lo staff reale stava conducendo accertamenti sulla provenienza dei diamanti del gioiello per evitare che legami con il passato coloniale potessero scatenare polemiche mediatiche nel giorno delle nozze.
Lo scontro culminò solo pochi giorni prima della cerimonia, quando Angela Kelly consegnò personalmente il diadema a Kensington Palace, ricevendo però una reazione stizzita da parte di Harry che accusò l'assistente di aver ostacolato inutilmente i preparativi.