Nella tarda serata di ieri, la Flotilla è stata raggiunta in acque internazionali da alcuni motoscafi israeliani, che hanno intimato alle barche di invertire la rotta e di tornare indietro. La carovana si trovava al largo dell’isola di Creta, che dovrebbe essere raggiunta già nelle prossime ore. “Le nostre imbarcazioni sono state avvicinate da motoscafi militari, che si sono autodefiniti ‘israeliani’, i quali, puntando laser e armi d'assalto semiautomatiche, hanno ordinato ai partecipanti di spostarsi a prua e di mettersi a quattro zampe. Le comunicazioni delle imbarcazioni sono interrotte ed è stato lanciato un SOS”, ha dichiarato la Flotilla.
Una fonte della sicurezza israeliana ha confermato l’intercettazione: “La forza motrice dietro la provocazione della flottiglia è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l'obiettivo di sabotare la transizione del piano di pace del Presidente Trump alla sua seconda fase”. Così ha dichiarato su X i24News, un canale televisivo israeliano all-news satellitare e internazionale con sede al porto di Giaffa, Tel Aviv. “Eravamo diretti per un'azione non violenta di protesta contro la nave Zim Emeralda, partita dal porto di Genova e diretta ad Haifa con un carico definito 'pericoloso' quando alcune delle imbarcazioni sono stata abbordate”, hanno successivamente spiegato gli attivisti della Flotilla, fornendo forse la giustificazione all’azione di Israele.
Sono 50 le imbarcazioni che sono state raggiunte dalle barche israeliane e sequestrate, a bordo delle quali si trovano 400 persone, alle quali è stato comunicato di essere “in arresto”: lo riportano i media israeliani, secondo quanto riferito da Al-Jazeera in un post su X. Il governo israeliano, tramite il ministero degli Esteri, rende noto, invece, che “circa 175 attivisti, provenienti da oltre 20 imbarcazioni” della Global Sumud Flotilla “stanno ora raggiungendo pacificamente Israele”. Il ministero ha chiamato la missione “Flotilla dei preservativi” e pubblicato due clip, una in cui si vedono preservativi e bustine di polvere bianca identificata come “droga” da Israele e un'altra in cui mostra un gruppo di ragazzi che fa capriole. “Gli attivisti si divertono a bordo delle navi israeliane”, si legge nel messaggio.
Dalla Flotilla rendono noto che le forze israeliane si sono ritirate già nella notte dopo aver “distrutto i motori e i sistemi di navigazione” lasciando in alto mare le imbarcazioni senza possibilità di propulsione. “Con un violento raid in acque internazionali, le forze navali israeliane hanno intercettato, abbordato e sistematicamente neutralizzato diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla”, si legge in un comunicato. “Ciò a cui stiamo assistendo è il tentativo di normalizzare il controllo israeliano sul Mediterraneo stesso e un'escalation dell'impunità di Israele. Nessuno Stato ha il diritto di rivendicare, controllare o occupare acque internazionali. Eppure, è esattamente ciò che Israele ha fatto, estendendo il suo regime di controllo verso l'esterno, occupando il Mar Mediterraneo al largo delle coste europee”, è l’accusa della Global Sumud Flotilla.
Nella giornata di ieri il ministro Benjamin Netanyahu ha partecipato a una consultazione sulla sicurezza nel quartier generale delle Idf e il ministro della Difesa ha annunciato di aver imposto sanzioni sui finanziatori della nuova flottiglia internazionale.
Sulla questione si è attivata anche la Farnesina. “Il Ministero degli Esteri ha ricevuto informazioni su un avvicinamento di unità militari di Israele alle barche della Flotilla salpate nei giorni scorsi per una navigazione verso Gaza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto immediatamente all’Unità di Crisi, all’ambasciata d’Italia a Tel Aviv e all’ambasciata d’Italia ad Atene di assumere informazioni con le autorità israeliane e greche per definire i contorni dell’operazione in corso e permettere al Governo italiano di mettere in atto le azioni necessarie a tutelare i cittadini italiani imbarcati”, si legge in una nota diramata nella serata di ieri dalla Farnesina. “Una ennesima violazione del diritto internazionale. Ancora un atto di Pirateria”, ha scritto Nicola Fratoianni. “L'attacco perpetrato dalle forze israeliane in acque internazionali contro la Global Sumud Flotilla, organizzata per consegnare aiuti umanitari a Gaza, costituisce un atto di pirateria”, ha dichiarato il ministero degli Esteri di Ankara in un comunicato.
I ministri degli Esteri di Turchia e Spagna hanno avuto questa mattina un colloquio telefonico nel corso del quale hanno sottolineato “la necessità di una posizione internazionale unitaria”.