Operazione per Netanyahu, ministro Levin sarà premier ad interim di Israele

Il primo ministro Benjamin Netanyahu verrà operato stasera per un'ernia dopo la riunione del gabinetto di guerra. Durante l'intervento le sue funzioni saranno esercitate dal ministro della Giustizia Yariv Levin

Operazione per Netanyahu, ministro Levin sarà premier ad interim di Israele
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Mentre prosegue l'operazione militare di Israele nella Striscia di Gaza, e nel bel mezzo delle crescenti tensioni tra Tel Aviv e Stati Uniti in seguito alla risoluzione approvata dall'Onu, Benjamin Netanyahu dovrà prendersi un piccolo ma necessario momento di pausa dalle attività politiche. Il motivo è presto detto: nelle prossime ore, dopo la riunione del gabinetto di guerra, il premier israeliano sarà operato di ernia, secondo quanto reso noto dal suo ufficio. In una conferenza stampa organizzata prima del ricovero, Netanyahu ha dichiarato che tornerà "molto presto al lavoro", aggiungendo che non potrà esserci vittoria su Hamas "senza l'operazione a Rafah". "Abbiamo approvato i piani operativi per Rafah. Chi dice che non sto facendo di tutto per restituire gli ostaggi dice qualcosa di sbagliato", ha quindi chiarito.

L'operazione di Netanyahu

Netanyahu sarà in anestesia totale durante l’operazione, e dunque il ministro della Giustizia Yariv Levin, che è anche vice primo ministro, ricoprirà ad interim il suo ruolo. L'ernia del leader di Israele, per la cronaca, sarebbe stata scoperta ieri sera durante un controllo di routine. Nello scorso mese di luglio, Netanyahu era stato operato al cuore dove gli era stato impiantato un pacemaker dopo un malore.

Netanyahu ha rispettato un programma fitto di impegni durante i quasi sei mesi di guerra tra Israele e Hamas, e i suoi medici hanno detto che è in buona salute. Certo è che lo stop forzato arriva in un contesto delicatissimo. Proprio per stasera è previsto a Gerusalemme l'inizio di una protesta di quattro giorni contro il governo, alla quale parteciperanno per la prima volta anche le famiglie degli ostaggi rapiti da Hamas nella Striscia di Gaza, e che punta a ottenere dalla classe politica un accordo sulla liberazione dei prigionieri e la convocazione di nuove elezioni.

Nel frattempo Israele si è detto "deluso" dalla mediazione che sta conducendo il Qatar per cercare di ottenere il rilascio degli ostaggi in cambio del cessate il fuoco di sei settimana nella Striscia di Gaza. Ed è per questo ha mandato al Cairo una delegazione di medio livello per valutare se il capo del Mossad David Barnea e quello dello Shin Bet Ronen Bar debbano partecipare ai colloqui nei prossimi giorni. I mediatori del Qatar "non stanno esercitando abbastanza pressione su Hamas", ha sostenuto un funzionario israeliano anonimo mentre riprendono i colloqui in Egitto.

I precedenti

Lo scorso luglio, come detto, Netanyahu ha già dovuto affrontare un'operazione. Il primo ministro israeliano era stato portato al pronto soccorso di Sheba, a Tel Hashomer, vicino a Tel Aviv con forti dolori al petto. Secondo le ricostruzioni di quei giorni, Netanyahu avrebbe brevemente perso conoscenza mentre si trovava nella sua sua casa di Caesarea, dove stava trascorrendo il fine settimana, ma sarebbe stato pienamente cosciente quando una volta giunto allo Sheba center. Citando fonti vicine al premier, i media israeliani spiegavano che il primo ministro si era lamentato di non sentirsi bene. Da qui la necessità del ricovero in ospedale.

In precedenza, il leader di Israele era stato ricoverato d'urgenza nell'ottobre 2022.

In quell'occasione, si era sentito male durante le funzioni della sinagoga di Yom Kippur, ed era quindi stato portato presso il Centro medico Shaare Zedek di Gerusalemme. Netanyahu sarebbe stato rilasciato la mattina seguente, dopo aver sostenuto gli esami e aver trascorso la notte in osservazione. A gennaio, era stato invece sottoposto aduna colonscopia di routine.

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