A settimane dalla tragedia del rogo di Capodanno al Constellation di Crans-Montana, una delle voci che ha deciso di esporsi pubblicamente è quella di Jean-Marc Gabrielli, trentenne corso che Jacques Moretti ha più volte descritto come "un figlio" e fidanzato della cameriera Cyane Panine. In un’intervista all’emittente francese Bfm, Gabrielli ha difeso apertamente i titolari del locale, oggi al centro di un’inchiesta per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo.
"Persone appassionate, gli estintori c’erano"
Ripreso di spalle e con la voce spezzata dall’emozione, Gabrielli ha parlato di Jacques Moretti e della moglie Jessica Maric come di "persone presenti nei loro affari, che lavorano con passione e umanità". Ha respinto anche una delle accuse più gravi emerse nelle testimonianze dei dipendenti: "Le misure di sicurezza? Gli estintori c’erano. Saremo in grado di dimostrarlo".
Il legame con Cyane Panine
Negli atti dell’inchiesta Jean-Marc Gabrielli è indicato come il fidanzato di Cyane Panine, la giovane cameriera morta a causa delle ustioni riportate nell’incendio. "Cyane era una ragazza straordinaria, piena di gioia di vivere", ha detto. La giovane, ricordata come “la cameriera con il casco”, è una delle 40 vittime della notte di San Silvestro.
Il ruolo nei locali dei Moretti
Originario della Corsica, come Jacques Moretti nato a Bastia, Gabrielli si occupava della gestione del Vieux Chalet, uno dei tre locali riconducibili alla famiglia. Secondo la sua versione, la sera del 31 dicembre si sarebbe recato al Constellation esclusivamente per incontrare Cyane, dopo aver terminato il turno nell’altro ristorante.
Versioni contrastanti sulla sua presenza
Le dichiarazioni di Gabrielli non coincidono però con quelle di diversi testimoni. Alcuni presenti lo collocano all’ingresso del locale, impegnato nella selezione dei clienti. "Era all’entrata, faceva la selezione, non so se controllasse le età", ha messo agli atti una ragazza. Un altro avventore riferisce di avergli detto: "Da qui me ne vado, ci sono troppi gamins (ragazzi/bambini)". Versioni ora al vaglio degli inquirenti.
Moretti lo difende: "Non stava lavorando"
A verbale, Jacques Moretti prende posizione a favore del figlioccio: "Jean-Marc non stava lavorando, era semplicemente venuto a trovare la sua petite-amie". Una versione che contrasta con numerose testimonianze, secondo le quali Gabrielli avrebbe svolto di fatto un ruolo di controllo all’ingresso.
I dipendenti e i nomi che “mancano”
Emergono intanto dettagli significativi dall’interrogatorio di Jessica Moretti, sentita dalla polizia la mattina del primo gennaio, poche ore dopo il rogo. Alla domanda su quante persone lavorassero quella sera al Constellation, risponde: "Contando me, siamo sei". Ma all’elenco mancano almeno un paio di nomi. Forse una dimenticanza dovuta allo choc, forse una scelta. Tutti i dipendenti erano francesi, tra i 18 e i 29 anni. Due sono morti, Cyane Panine e il deejay ventitreenne Matéo Lesguer, definito "un piccolo genio della consolle". Gli altri sono ricoverati nei reparti Grandi ustioni.
Il racconto dell’avvocato dei dipendenti
L’avvocato Jean-Claude Guidicelli assiste due dipendenti del Constellation, Matthieu Aubrun, 27 anni, cameriere che cercò di portare in salvo Cyane, e Gaëtan Thomas-Gilbert, 28 anni, capo barman. Parlando con la stampa, Guidicelli sintetizza lo stato d’animo dei lavoratori: "Sono sollevati per l’arresto di Moretti, viste le prove a suo carico, e stupiti che Jessica non sia in carcere". Secondo il legale, "entrambi erano pienamente informati e hanno agito di concerto nella disastrosa gestione della sicurezza". E aggiunge: "Non c’è motivo di distinguere tra l’uomo e la donna".
Il barman in coma e il messaggio al padre
Gaëtan Thomas-Gilbert è in coma a Parigi. Prima di perdere conoscenza aveva confidato al padre Jean-Michel: "Torno a casa, non va tutto bene. Non è quello che mi aspettavo, ci sono molte mancanze". Il genitore, citato dalla stampa francese, ha espresso amarezza: "Mio figlio aveva dei capi. Dove sono finiti? Nemmeno una telefonata, nemmeno un “come sta tuo figlio?”".
Un’altra voce dal reparto ustionati
Anche Matthieu Aubrun è in coma artificiale. Prima della sedazione era riuscito a chiamare il padre cercando di rassicurarlo: "È come se avessi preso tanto sole. Ora mi sento come con una patata bollente in bocca".
I turni massacranti e il caso Adrien
Dalle carte giudiziarie emerge anche la testimonianza di Adrien, cuoco trentenne, che racconta turni di lavoro estenuanti tra i diversi locali dei Moretti. "Ho iniziato alle 9 al Vieux Chalet e finito a mezzanotte al Senso", spiega. È vivo per miracolo, due minuti prima del rogo era uscito dal Constellation per recuperare il cellulare in auto. "Sessanta secondi dopo mi hanno detto: “C’è il fuoco dappertutto”".
L’allarme e la ricerca disperata di Cyane
Ad avvertire Adrien è proprio Jean-Marc Gabrielli. Tutte le testimonianze concordano su un punto: Gabrielli e Jacques Moretti fanno di tutto per trovare Cyane in mezzo all’inferno di fumo e fiamme. La trovano gravemente ustionata e la adagiano a terra nel tentativo disperato di salvarla.
Il trasloco anomalo e i documenti mancanti
Mentre Jacques Moretti è in carcere in custodia cautelare e Jessica Maric è sottoposta all’obbligo di firma, un altro elemento alimenta i sospetti. Una troupe del Tg1 ha documentato un trasloco improvviso dal retro di uno dei locali dei Moretti, con mobili e scatoloni caricati su un furgone nero. Nel frattempo, la Procura ha rilevato l’assenza, tra le carte sequestrate, dei documenti relativi alla ristrutturazione del locale. Gabrielli ha spiegato che sarebbero andati persi o buttati dopo due allagamenti consecutivi.
Un’inchiesta ancora piena di ombre
Tra versioni contrastanti, accuse durissime dei dipendenti e nuovi elementi che emergono giorno dopo giorno, l’inchiesta sulla strage di Capodanno resta aperta e complessa.
Al centro, il ruolo dei titolari, la gestione della sicurezza e la posizione di Jean-Marc Gabrielli, diviso tra l’immagine del figlioccio protetto e quella, raccontata dai testimoni, di uomo chiave all’ingresso del locale.