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Paul Revere e la prima rete di spionaggio americana

250 anni fa la cavalcata di Paul Revere e la prima rete d’intelligence americana che cambiò le sorti della battaglia di Lexington, il preludio della Guerra d’Indipendenza

Paul Revere e la prima rete di spionaggio americana

"Ascoltate, figli miei, e sentirete della cavalcata notturna di Paul Revere…”. Secondo la CIA, uno dei servizi segreti più efficienti del mondo ma certo non il più antico, una delle prime spie americane degne di nota, o almeno una delle prime spie che rischiarono la vita spendendosi per la causa degli Stati Uniti, rispondeva al nome di Paul Revere, un massone e patriota della città di Boston, nello stato del Massachusetts, la seconda delle tredici colonie britanniche d’America.

Erano circa le dieci di sera del 18 aprile di 250 anni fa, quando Revere, di professione incisore e argentiere, stava attraversando furtivamente il fiume Charles per raggiungere Charlestown. Sfuggito alla nave da guerra britannica HMS Somerset, posta a presidio, con il favore dell’oscurità e, pare, della sottana di una donna con cui aveva fasciato i remi della sua scialuppa per attutire il rumore della breve traversata, si era guadagnato l’altra sponda prima di partire per consegnare due dispacci segreti che gli erano stati affidati. La sua missione era raggiungere con ogni mezzo Lexington e Concord e avvertire la neonata milizia coloniale che le giubbe rosse inglesi marciavano verso di loro per interporsi e impadronirsi dei loro rifornimenti di armi e munizioni. Ma solo dopo aver avvertito i coloniali di Charlestown, segnalando in codice dal campanile della Old North Church se gli inglesi sarebbero arrivati da terra o attraversando, come aveva fatto lui, il fiume Charles. Il codice era semplice: una o due lanterne accese. Nessuno, al di fuori di chi doveva sapere, avrebbe notato la differenza. Dopo aver trovato il colonnello Conant e altri membri locali dei Figli della Libertà per aggiornarli sulla situazione, Revere prese in prestito un cavallo prima di affrontare le pattuglie britanniche che avrebbero potuto tentare di intercettarlo.

Revere, che aveva partecipato al Boston Tea Party, l’azione dimostrativa che aveva visto i coloni gettare il tè inglese in mare in segno di protesta per l’entrata in vigore del "Tea Act”, legge che permetteva alla Compagnia delle Indie Orientali di “vendere il tè a prezzi più bassi rispetto a quelli dei contrabbandieri nelle colonie”, e aveva già agito in quella che oggi potremmo considerare un’azione di “guerra psicologica”, diffondendo con la sua arte incisioni profondamente anti-britanniche, proseguì nella sua missione, scampando alle pattuglie britanniche che lo avrebbero certamente giustiziato come spia se avessero trovato i dispacci, e, di casa in casa, sprezzante del pericolo, avvertì chi poteva dell’arrivo dei regolari, giungendo a Lexington poco dopo mezzanotte per consegnare il primo dispaccio.

Da lì, insieme a William Dawes e Samuel Prescott, proseguì verso Concord, quando i tre vennero intercettati dai britannici, che riuscirono a fermare solo Revere, il quale, impassibile, venne interrogato e rilasciato; privato del cavallo, non poteva proseguire nella missione, ma la sua fermezza aveva salvaguardato il suo segreto: egli era infatti un agente dei Mechanics, la prima rete di intelligence americana di cui si abbia notizia nella storia, insieme a un altro gruppo segreto che si era formato a Boston, i Liberty Boys.

I Mechanics, noti per essere artigiani e commercianti che “sapevano riparare qualsiasi cosa”, agivano di nascosto come spie antibritanniche in qualità di “braccio operativo di un’organizzazione politica chiamata Figli della Libertà”, i ribelli che avevano dato vita alla protesta del Boston Tea Party, innescando le rivolte contro le politiche britanniche, considerate draconiane e opprimenti. Questa rete di spie, secondo la CIA, si rese responsabile dell’organizzazione della “resistenza al dominio britannico, dell’esecuzione di occasionali operazioni di sabotaggio contro gli occupanti e della raccolta di informazioni sulle attività delle giubbe rosse”, fungendo da vero e proprio servizio d’intelligence per la milizia coloniale.

Secondo Revere, i Mechanics, che avevano il loro quartier generale presso la Taverna del Drago Verde, si unirono "allo scopo di... ottenere ogni informazione sui movimenti dei lealisti. Spesso ci davamo il cambio, a due a due, per sorvegliare i soldati britannici, pattugliando le strade tutta la notte”. Allo spionaggio si sarebbero aggiunte, in un secondo momento, le azioni di sabotaggio, proprio come avrebbe previsto, oltre un secolo dopo, il comando dell’OSS, l'Office of Strategic Services, diretto antenato della CIA ed estremamente attivo nelle operazioni clandestine che influirono particolarmente nel teatro europeo nel secondo conflitto mondiale.

La missione di Revere, che prima di essere intercettato dagli inglesi aveva occultato ciò che poteva comprometterlo in un tronco d’albero, privò le giubbe rosse del generale Gage, che intanto erano sbarcate a North Beach, dell’effetto sorpresa, permettendo alla piccola formazione armata dei cosiddetti Minutemen, formata dai coloni, di contrastare — il 19 aprile del 1775 — i settecento soldati britannici che, nello scontro che passerà alla storia come la battaglia di Lexington, innescarono, di fatto, la Guerra d’Indipendenza americana.

I coloni erano riusciti a spostare le armi e le munizioni che i britannici credevano di poter catturare facilmente, e a Concord, quello stesso giorno, centinaia di rinforzi della milizia, giunti per sbarrare la strada agli inglesi, diedero battaglia alle giubbe rosse, infliggendo perdite e costringendo il drappello del generale Gage a ripiegare verso la

guarnigione a Boston. Senza l’operazione d’intelligence dei Mechanics e la missione portata a termine dall’agente Paul Revere, “l’intero conflitto” e la storia intera sarebbero potuti evolvere in modo decisamente diverso.

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