Clima teso a Buckingham Palace. Tra un’agenda istituzionale che procede senza intoppi e cerimonie scandite dal protocollo, emerge un’assenza destinata a far discutere, quella delle principesse Beatrice e Eugenie.
Secondo indiscrezioni provenienti da ambienti vicini alla Corte, Re Carlo III avrebbe deciso di escludere le nipoti dagli appuntamenti ufficiali più rappresentativi della monarchia britannica. Una scelta che segna un cambio di passo netto e che, nei fatti, le allontana dal cuore simbolico della vita pubblica dei Windsor.
Stop agli eventi simbolo della monarchia
La misura non si limita a un dettaglio protocollare. Per Beatrice, 37 anni, ed Eugenie, 35, significherebbe restare fuori dai momenti più iconici del calendario reale, niente Royal Ascot, niente Trooping the Colour, niente Royal Box a Wimbledon Championships, né partecipazione ai tradizionali Garden Party o ai ricevimenti di Stato.
Anche in occasione di matrimoni o funerali di famiglia, la consegna sarebbe quella della discrezione assoluta, presenze defilate, lontane dai riflettori e soprattutto dagli scatti ufficiali. Un ridimensionamento che appare come un segnale preciso della volontà di proteggere l’immagine dell’istituzione.
L’ombra del caso Epstein
A pesare sulla decisione sarebbe il riemergere mediatico del caso legato al finanziere americano Jeffrey Epstein. La pubblicazione negli Stati Uniti di nuovi documenti e corrispondenze private ha riportato al centro dell’attenzione i rapporti tra Epstein e i genitori delle due principesse, l’ex principe Andrea e Sarah Ferguson.
Sebbene Beatrice ed Eugenie non siano accusate di alcun illecito, il fatto che i loro nomi compaiano in alcune comunicazioni private ha riacceso interrogativi e polemiche. In passato le due sorelle avevano difeso il padre, in particolare dopo la controversa intervista rilasciata alla BBC nel 2019, che segnò uno dei momenti più difficili per l’immagine della famiglia reale. Oggi, tuttavia, la linea adottata da Carlo sembra ispirata a una logica diversa: prevenire ogni possibile danno reputazionale, anche indiretto.
Ascot come primo banco di prova
Il primo segnale concreto della nuova impostazione si vedrà ad Ascot. La tradizionale processione in carrozza che inaugura le corse ippiche, tra i momenti più fotografati dell’anno, non vedrà la presenza delle due York. Un’assenza che parla più di molte dichiarazioni ufficiali.
La scelta si inserisce in una strategia più ampia di riduzione del perimetro dei membri attivamente esposti. Carlo, fin dall’inizio del suo regno, ha espresso l’intenzione di puntare su una monarchia “snella”, composta da un numero ristretto di figure centrali e irreprensibili.
Un futuro lontano dal centro della scena
Fino a pochi anni fa, il destino delle due principesse sembrava diverso. Pur non essendo “working royals”, Beatrice ed Eugenie godevano di una certa popolarità e non si escludeva un loro coinvolgimento più strutturato nella vita pubblica della Corona, soprattutto in un’ottica di rinnovamento generazionale.
Oggi lo scenario appare cambiato. L’attenzione si concentra sui membri destinati a guidare la monarchia nel prossimo futuro, a partire dal principe ereditario William, in un’ottica di continuità e stabilità. A Corte, la priorità è chiara, preservare la credibilità dell’istituzione in un momento in cui l’opinione pubblica è particolarmente sensibile ai temi dell’etica e della trasparenza.
Tra legami di sangue e ragion di Stato
Per Beatrice ed Eugenie la decisione rappresenta un duro colpo personale. Negli ultimi anni avevano già scelto un profilo più basso, limitando le apparizioni accanto ai genitori e mantenendo una certa distanza dalle polemiche. Ma, a quanto pare, non è bastato.
La monarchia britannica, ancora una volta, dimostra di privilegiare la tutela della propria immagine rispetto ai legami familiari.
In un sistema in cui simboli e percezione pubblica contano quanto, se non più, dei rapporti privati, la scelta di Carlo appare come un atto di prudenza politica. Resta da capire se si tratti di una misura temporanea o dell’inizio di un definitivo allontanamento delle due York dal centro della scena reale.