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Regno Unito, da oggi serve l’autorizzazione Eta: come funziona

Per visitare il Paese britannico sarà necessario un nuovo visto: ecco di cosa si tratta, a chi è rivolto e i cittadini che ne sono esentati

Regno Unito, da oggi serve l’autorizzazione Eta: come funziona
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Dal 25 febbraio 2026 il cambiamento è definitivo: sebbene il nuovo permesso Eta per entrare nel Regno Unito sia attivo già da aprile 2025, è da oggi che diventa pienamente operativo senza il quale i viaggiatori italiani e degli altri Paesi (85) non potranno mettere piede nello stato britannico.

Cos’è l’Eta

L’acronimo significa “Autorizzazione di viaggio elettronica” e serve per recarsi a Londra e nel Regno Unito per un periodo non superiore ai sei mesi. Quindi, si tratta di una misura che si rivolge specialmente al turismo, non è un visto lavorativo dal momento che, per averlo, serve sempre l’eVisa (il classico visto elettronico).

Quali sono le regole

Per richiedere il visto si dovrà cliccare sul portale web del governo britannico e fare apposita richiesta dal costo di 16 sterline. L’Eta sarà collegata automaticamente al proprio passaporto e avrà durata di due anni, rinnovabili, a meno che il passaporto non abbia una data di scadenza precedente a 24 mesi dal momento in cui si richiede il documento per entrare in Regno Unito.

Si potrà utilizzare la fotocamera del proprio telefono per per scansionare passaporto volto e poi fare download dell’app tramite Google Play o App Store. Qualora non si riuscisse a fare questa operazione sul proprio dispositivo si dovrà fare richiesta online. A quel punto, di solito entro 24 ore, si riceverà una risposta mail dall’ufficio immigrazione britannico ma, soprattutto all’inizio, il meccanismo potrebbe essere più lungo ed essere necessari anche tre giorni lavorativi.

A chi non è rivolto

Va sottolineato che l’Eta vale per i bambini: gli unici esclusi saranno, per ovvie ragioni, i cittadini britannici e gli irlandesi.

Per quanto riguarda, invece, i cittadini italiani, non dovranno avere questo speciale visto coloro i quali possiedono già uno status di immigrazione ma anche un’esenzione per poter entrare in Regno Unito così come chi ha la doppia cittadinanza italiana-britannica.


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