L'Iran si scaglia contro X. Teheran ha infatti messo nel mirino la piattaforma di proprietà di Elon Musk per aver revocato la spunta blu dagli account del ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, del suo portavoce, Esmaeil Baghaei, e del ministero degli Esteri. "Censura selettiva", il j'accuse iraniano, che ha parlato senza mezzi termini di una decisione "arbitraria" e di "pirateria digitale americana" che ha l'obiettivo di "soffocare la verità riguardo la guerra illegale degli Stati Uniti contro l'Iran".
Nelle scorse settimane X aveva rimosso la spunta di verifica dagli account governativi iraniani in seguito alla repressione senza precedenti del regime contro i manifestanti e alle sanzioni imposte dagli Usa. Secondo quanto reso noto, sono finiti nel mirino della piattaforma una ventina di account affiliati al governo iraniano, tra cui politici, agenzie governative e organi di stampa, tutti verificati con la spunta blu dell’ex Twitter. Ricordiamo che il bollino costa oltre 8 dollari al mese e include vantaggi come maggiore visibilità e portata.
Noto per i suoi interventi contro il regime iraniano, Musk non ha mai fatto mancare il suo sostegno alle proteste del popolo.
In seguito al blocco di internet a livello nazionale imposto dal governo, il Wall Street Journal aveva reso noto che il governo statunitense ha introdotto clandestinamente in Iran circa 6.000 terminali Starlink. Ricordiamo inoltre che all'inizio di gennaio X ha rimosso l'emoji della bandiera iraniana attuale, sostituendola con la bandiera del Leone e del Sole pre-rivoluzionaria.