Il contenuto di una parte del discorso tenuto da Donald Trump durante la serata di ieri, lunedì 16 marzo, ha scatenato un'ondata di polemiche negli Stati Uniti, a causa della rivelazione sulle condizioni di salute di un ex deputato repubblicano.
Il presidente, impegnato in un evento al Kennedy Center insieme, tra gli altri, allo speaker della Camera dei Rappresentanti Mike Johnson, ha elogiato l'impegno da parte di quest'ultimo nel gestire l'esigua maggioranza repubblicana. "La morte è una cosa terribile quando sei il presidente della Camera e hai una maggioranza di due o tre seggi”, ha spiegato il Tycoon, riferendosi al decesso, avvenuto lo scorso gennaio, del deputato Doug LaMalfa (repubblicano della California), “ma ce l'abbiamo fatta”.
“E poi c'è stata un'altra defezione", ha detto Trump, “c'era un deputato che stava molto male. Sembrava che non ce l'avrebbe fatta. Non lo so. Non dirò il suo nome”. In questo caso il riferimento era a Neal Dunn, che sempre a gennaio aveva annunciato che non si sarebbe ricandidato alla Camera dopo cinque mandati come rappresentante del 2° distretto della Florida: il 73enne non aveva fornito ulteriori dettagli circa le motivazioni, ma era apparso evidente che si trattasse di problemi di salute.
Lo speaker della Camera dei Rappresentanti, a quel punto, ha fatto il nome di Dunn, elogiando il suo impegno politico. "Il deputato Dunn della Florida ha avuto seri problemi di salute, molto gravi", ha precisato Johnson. “Ne ho parlato con il presidente e gli ho detto: 'Il deputato Dunn è un vero paladino e un patriota, perché continua a venire al lavoro, mentre se altri ricevessero la sua diagnosi sarebbero inclini a tornare a casa e andare in pensione'".
"Qual era la diagnosi?", ha domandato Trump. "Credo fosse una diagnosi terminale", ha replicato lo speaker della Camera. A quel punto il Tycoon ha pronunciato la frase che ha scatenato i suoi detrattori: “Sarebbe morto entro giugno”.
"Ok, non era una cosa pubblica, ma sì, ok, era una situazione difficile", ha ribattuto Johnson, sorpreso anch'egli dalla franchezza del commento del capo dello Stato. "Per farla breve, il presidente lo ha chiamato per incoraggiarlo e ringraziarlo”, ha raccontato ancora lo speaker della Camera, “e nel corso della conversazione ha aggiunto: 'Sai, dovrei coinvolgere i miei medici'. E così ha fatto, e nel giro di poche ore lo hanno portato al Walter Reed per un intervento chirurgico d'urgenza".
Una volta informato, ricorda ancora Trump, si è immediatamente attivato per aiutare il deputato. La situazione era grave, “primo, perché mi piaceva, secondo, perché avevo bisogno del suo voto”. Il pensiero è andato immediatamente al personale medico della Casa Bianca, lodato a più riprese dal presidente per la grande abilità: “I medici della White House mi hanno aiutato e mi stanno tuttora aiutando con persone molto malate, sono dei veri e propri maghi”. “Ho pensato: 'Devo chiamarli'. Ho chiamato i due medici, entrambi bravissimi, e sono andati subito a trovare il deputato, che due ore dopo era già in sala operatoria. È stata un'operazione lunga”, ricorda ancora il presidente.
L'intervento chirurgico è andato a buon fine, e ora Dunn sta bene: “Ha avuto una nuova vita.
Ha più energia di un uomo che ha la metà dei suoi anni". “Dato che non voglio che questa storia diventi triste”, ha ironizzato in conclusione il Tycoon, “l'ho fatto prima per lui e poi per i voti, ma in realtà la seconda motivazione era molto vicina alla prima”.