Si aprono le "due sessioni": ecco i prossimi obiettivi economici della Cina

La Cina ha fissato il traguardo di crescita del suo prodotto interno lordo nel 2023 intorno al 5%. Le priorità del Paese nei lavori delle "due sessioni"

Si aprono le "due sessioni": ecco i prossimi obiettivi economici della Cina

In Cina ha preso il via uno degli eventi annuali più importanti del calendario politico del Paese. Le cosiddette "due sessioni" comprendono le riunioni dei rappresentanti della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese (Cpcpc) e dell'Assemblea Nazionale del Popolo (Anp), e cioè rispettivamente il principale organo consultivo e il ramo legislativo del parlamento cinese.

I lavori degli oltre 2.100 membri della Cpcpc e dei 2.977 delegati dell'Anp sono iniziati il 4 e 5 marzo. Tanti i temi da affrontare, altrettante le scelte da compiere e i consigli oggetti di dialogo da mettere sul tavolo. A cominciare dalla delineazione dei prossimi piani politici, economici, militari, commerciali, diplomatici e ambientali della Cina, e della selezione delle figure istituzionali e politiche per il prossimo quinquennio.

Via alle "due sessioni"

Le "due sessioni", in corso di svolgimento presso la Grande Sala del Popolo in piazza Tiananmen, nel centro di Pechino, sono una piattaforma attraverso la quale migliaia di rappresentanti della società cinese, specchio di diverse regioni e gruppi, esprimono le loro opinioni e raggiungono un consenso. I legislatori presentano mozioni e suggerimenti, mentre i consiglieri politici offrono proposte e approfondimenti.

Ma andiamo con ordine. La riunione di apertura della prima sessione della 14esima Assemblea Nazionale del Popolo, alla quale ha partecipato anche il presidente cinese Xi Jinping, ha visto il premier Li Keqiang consegnare un rapporto sul lavoro del governo.

Gli obiettivi economici della Cina

Il documento ha intanto sottolineato come la Cina abbia fissato un obiettivo di crescita del suo prodotto interno lordo di circa il 5% per il 2023. Sul fronte dell'occupazione, è stato fissato il traguardo di creare 12 milioni di nuovi posti di lavoro nelle aree urbane, con il conseguente contenimento del tasso di disoccupazione urbano intorno al 5,5%.

I funzionari hanno sottolineato l'importanza di continuare a perseguire una politica incentrata sull'occupazione anche nel corso del 2023, visto che nell'anno appena trascorso è stato superato l'obiettivo annuale di creazione di posti di lavoro (sono stati creati un totale di 12,06 milioni di nuovi posti di lavoro urbani, superando l'obiettivo annuale di 11 milioni).

Massima priorità, ha aggiunto il premier Li Keqiang, dovrà essere data al mantenimento della stabilità economica perseguendo, al tempo stesso, progressi. La politica fiscale proattiva della Cina sarà inoltre ancora più efficace e, per il 2023, è previsto un rapporto deficit/PIL del 3%. Per quanto riguarda l'inflazione, la Cina mira ad ancorare la crescita dei prezzi al consumo a circa il 3%, con i redditi personali al passo dell'obiettivo di crescita nazionale del Paese.

Bisogna sottolineare che gli investitori internazionali prevedono un forte rimbalzo dell'economia cinese. Morgan Stanley, ad esempio, stima che l'economia cinese si espanderà del 5,7% nel 2023, mentre Deutsche Bank prevede una crescita del 6% per l'anno, se il mercato immobiliare cinese si riprenderà.

Stabilità e sviluppo economico

In attesa che venga svelata la nuova leadership del governo centrale per il 2023, Li Keqiang ha sottolineato che la Cina porterà avanti diverse priorità di sviluppo. Tra queste priorità elenchiamo: il mantenimento della crescita del reddito dei residenti, sostanzialmente in linea con la crescita economica; la promozione della stabilità e della qualità d’import-export, con una bilancia dei pagamenti sostanzialmente in equilibrio; il mantenimento della produzione cerealicola al di sopra dei 650 milioni di tonnellate; il focus sul controllo del consumo di energia fossile e sul miglioramento stabile dell’ambiente ecologico.

Per adesso la crescita della Cina non si è mai fermata. Il pil del Paese è aumentato fino a toccare i 121 trilioni di yuan (circa 17,5 trilioni di dollari), registrando un tasso di crescita medio annuo del 5,2% negli ultimi cinque anni. L'economia è rimasta la seconda più grande del mondo nonostante le turbolenze economiche mondiali, le tensioni internazionali e l'emergenza Covid.

La Cina ha realizzato il suo primo obiettivo del centenario di costruire una società moderatamente prospera sotto

tutti gli aspetti nei tempi previsti ed è pronta a tagliare nuovi traguardi. Per il bene del popolo cinese ma anche del mondo intero, dal momento che la crescita dell'economia cinese è in grado di trainare quella globale.

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