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"Sono stati individuati". Gli antagonisti mettono una "taglia" sugli ufficiali coinvolti del fermo della Flotilla

Le reti antagoniste italiane hanno ripreso la comunicazione di un gruppo di hacker filo-palestinese: “Nessun crimine resterà senza risposta”

"Sono stati individuati". Gli antagonisti mettono una "taglia" sugli ufficiali coinvolti del fermo della Flotilla
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Dalla Palestina iniziano ad arrivare minacce serie e concrete. A riferirlo è la rete degli antagonisti, secondo la quale il blocco della Flotilla di mare da parte di Israele avrà conseguenze per i militari che vi hanno partecipato o, meglio, per gli ufficiali che hanno guidato le operazioni. Solo pochi giorni fa tutte le navi sono state bloccate prima che potessero raggiungere le acque controllate di Israele e ora sembra sia partita la ritorsione. “Il gruppo hacker filo-palestinese Handala ha ottenuto e pubblicato i dati personali di 69 ufficiali della marina israeliana coinvolti nell’intercettazione della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza, annunciando una taglia di 100mila dollari per ciascun ufficiale”, si legge nel messaggio che circola sui social e che è stato fatto rimbalzare anche nei canali italiani.

“Handala ha accusato gli ufficiali di aver attaccato gli attivisti della flottiglia umanitaria e ha minacciato altri funzionari israeliani, tra cui il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, affermando che nessun crimine, a terra o in mare, resterà senza risposta”, si legge ancora. Handala, un collettivo già noto alle intelligence occidentali per aver preso di mira in passato infrastrutture critiche e sistemi informatici dello Stato ebraico, ha accompagnato la pubblicazione delle informazioni sensibili con una retorica esplicitamente intimidatoria. Le autorità di sicurezza israeliane e i servizi di intelligence monitorano da tempo le attività di questo gruppo hacker, spesso ritenuto una sigla di copertura per attori statali o strutturati della regione, capaci di condurre operazioni di cyber-spionaggio sofisticate sotto le spoglie di un attivismo spontaneo.

Questa saldatura tra gli hacker mediorientali e le reti radicali occidentali poggia su una convergenza ideologica di vecchia data, che vede nell'antisionismo e nell'anti-imperialismo un terreno comune. Nel panorama dei canali social italiani vicini all'area antagonista, la notizia viene trattata non come un atto di cyber-terrorismo, bensì come una forma di giustizia alternativa contro quello che definiscono il blocco illegittimo degli aiuti umanitari.

Questo travaso di informazioni dimostra ancora una volta come il conflitto in Medio Oriente trovi una sponda immediata e radicale in determinate sacche ideologiche occidentali, pronte a legittimare la caccia all'uomo e le minacce dirette ai rappresentanti delle istituzioni israeliane.

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