Mentre proseguono le operazioni dei soccorsi impegnati nel rintracciamento e nel recupero dei corpi, in tanti si domandano che cosa possa essere accaduto ai cinque italiani morti durante l'attività di esplorazione subacquea alle Maldive.
Al momento non abbiamo una risposta, ma gli esperti del settore stanno valutando diverse ipotesi. A uccidere i nostri connazionali potrebbe essere stato un problema alla miscela di ossigeno nelle bombole, oppure le condizioni meteo avverse. Fra le cause anche le correnti ascensionali, o la perdita di orientamento.
Ecco, dunque, che cosa potrebbe essere successo.
Iperossia. La prima causa di morte che viene in mente è un problema legato alla tossicità dell'ossigeno. Quando ci si immerge a profondità così elevate, la pressione parziale dell'ossigeno aumenta e se viene impiegata aria comune, oppure una miscela non ben calibrata, c'è il rischio che l'ossigeno diventi tossico. Gli effetti sul sistema nervoso centrale umano sono devastanti. L'iperossia è in grado di provocare vertigini, disorientamento e anche crisi convulsive. In acqua non c'è scampo, si ha l'annegamento immediato. Una scorretta ricarica delle bombole potrebbe aver esposto tutti i partecipanti all'operazione a un mix letale;
Le condizioni meteo. Un dato oggettivo che abbiamo sono le condizioni meteo avverse. Stando a quanto riportato, nella zona il tempo non era buono, ed era in corso un'allerta per mare mosso. Il maltempo potrebbe aver disorientato il gruppo, oppure impedito la risalita verso la barca. O, ancora, potrebbe aver costretto gli italiani a prolungare l'immersione, cosa che ha portato a un esito letale;
Le correnti ascensionali. L'atollo di Vaavu è noto per le sue correnti forti e improvvise, che si generano nei kandu, dei canali oceanici. Queste correnti sono in grado di trascinare i sub verso il fondo in pochi secondi, portandoli oltre i limiti di sicurezza. Il gruppo di italiani potrebbe essere stato sorpreso da una di queste violente correnti;
La perdita di orientamento. Un'altra causa, a dir poco angosciante, potrebbe essere la perdita di orientamento nelle grotte sottomarine, nota come "cave entrapment". In un ambiente simile è molto facile perdere visibilità e, di conseguenza, l'orientamento. A quel punto si finisce in trappola. C'è buio, si perde la concezione del sotto e del sopra, non si trova più l'uscita. Il panico incrementa gli atti respiratori (iperventilazione) e l'aria all'interno delle bombole si esaurisce più in fretta.
Purtroppo non rimane che attendere l'esito degli esami autoptici che saranno con ogni probabilità eseguiti sui corpi per conoscere che cosa sia realmente accaduto ai nostri connazionali.