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Trump pronto ad aprire un nuovo fronte: "Attacchi contro i narcos in Messico". E gli Usa sequestrano un'altra petroliera

Al momento non risultano comunicazioni ufficiali del Pentagono né atti formali del Congresso che chiariscano se si tratti di una strategia o una minaccia imminente

Trump pronto ad aprire un nuovo fronte: "Attacchi contro i narcos in Messico". E gli Usa sequestrano un'altra petroliera
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"We are gonna start now hitting land, with regard to the cartels. The cartels are running Mexico". Con questa frase pronunciata in un’intervista televisiva, Donald Trump ha rilanciato una linea di forte pressione militare contro le organizzazioni criminali del narcotraffico, aprendo uno scenario che, allo stato attuale, resta politicamente dirompente ma operativamente ancora indefinito. Le parole sono arrivate nel corso di un colloquio con Fox News, senza che siano stati forniti dettagli su obiettivi, tempistiche, strumenti militari o base giuridica di eventuali operazioni "a terra".

La dichiarazione si inserisce in una fase di tensione crescente in America Latina e segue mesi in cui l’amministrazione statunitense ha rivendicato un rafforzamento delle operazioni di contrasto al traffico di droga via mare. Tuttavia, al momento non risultano comunicazioni ufficiali del Pentagono né atti formali del Congresso che chiariscano se si tratti di una strategia in fase di pianificazione o di una dichiarazione politica funzionale al messaggio di deterrenza.

Il riferimento diretto al Messico ha immediatamente riacceso il tema della sovranità nazionale. La presidente Claudia Sheinbaum, nei giorni scorsi, ha respinto pubblicamente l’ipotesi di interventi militari stranieri sul territorio messicano. "Dobbiamo rafforzare la comunicazione", con queste parole la Sheinbaum ha poi risposto, spiegando di aver dato mandato al ministro degli Esteri, Juan Ramón de la Fuente, di mettersi in contatto con il segretario Marco Rubio. "Se necessario, si incontreranno", ha precisato. La presidente ha infine ricordato come, solo pochi giorni fa, lo stesso Rubio avesse sottolineato la buona coordinazione esistente con il Messico in materia di sicurezza, evidenziando l'operatività di un gruppo di lavoro bilaterale dedicato proprio a gestire queste tematiche.

Sheinbaum si è però rifiutata di rispondere a una domanda su un possibile rafforzamento della presenza navale americana. "Vogliamo continuare a lavorare in questo contesto affinché la coordinazione possa essere ulteriormente rafforzata nel quadro della difesa della nostra sovranità idrica e dell'integrità territoriale del Messico". La presidente ha poi aggiunto: "Non vogliamo prendere in considerazione altri scenari".

Intanto prosegue la caccia alle petroliere. "Ancora una volta, questa mattina le nostre forze interagenzia congiunte hanno inviato un messaggio chiaro: non esiste un rifugio sicuro per i criminali”. È quanto scrive su l X il Comando Sud degli Stati Uniti, confermando di aver sequestrato la petroliera Olina, precedentemente chiamata Minerva M "In un'operazione condotta prima dell'alba, i marines e i marinai della Joint Task Force Southern Spear, a sostegno del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, sono partiti dalla USS Gerald R.

Ford e hanno arrestato senza incidenti la motonave/petroliera Olina nel Mar dei Caraibi", si legge nel post, "arresti come questo sono sostenuti da tutta la potenza dell'Amphibious Ready Group della Marina degli Stati Uniti, comprese le piattaforme pronte all'uso e letali della USS Iwo Jima, della USS San Antonio e della USS Fort Lauderdale".

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