Donald Trump ha avviato una causa legale contro JPMorgan Chase e il suo amministratore delegato Jamie Dimon chiedendo un risarcimento di 5 miliardi di dollari. Secondo il presidente americano, la banca gli avrebbe chiuso i conti correnti personali e societari a seguito degli eventi del 6 gennaio 2021, quando i suoi sostenitori hanno preso d’assalto il Congresso a Washington, a causa di un pregiudizio ideologico e sotto pressione politica. Alle 19 ora italiana, le azioni di JPMorgan a Wall Street mostravano un incremento dell’1,3 per cento.
Il reclamo, presentato presso un tribunale statale della Florida a Miami, sostiene che Trump e la sua organizzazione siano stati inseriti in una lista nera accessibile ad altri istituti regolati a livello federale, definendo tale registrazione una "falsità intenzionale e dolosa" che avrebbe provocato danni economici e di immagine. In risposta, JPMorgan ha dichiarato a Cnbc: "Sebbene ci rammarichiamo che il presidente Trump ci abbia fatto causa, riteniamo che detta causa non abbia fondamento".
Il contenzioso si inserisce in un quadro di tensioni già esistenti tra Trump e la dirigenza della banca. Dimon aveva recentemente criticato la proposta di Trump di limitare al 10 per cento i tassi di interesse delle carte di credito, definendola "un disastro economico" e sostenendo che l’80 per cento degli americani rischierebbe di perdere l’accesso al credito.
Inoltre, come ricordato da MilanoFinanza, Dimon ha espresso perplessità sull’indagine del Dipartimento di Giustizia avviata da Trump sul presidente della Federal Reserve Jerome Powell, avvertendo che mettere in discussione l’indipendenza della banca centrale potrebbe alimentare l’inflazione.