Cronaca internazionale

"Epstein non si è ucciso". La verità di Ghislaine Maxwell

Secondo l'ex compagna del finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019, Epstein non si sarebbe suicidato, come sostiene la "versione ufficiale". "Lo hanno messo a tacere" ha dichiarato in una recente intervista

"Epstein non si è ucciso". La verità di Ghislaine Maxwell

Ghislaine Maxwell non crede affatto che Jeffrey Epstein si sia suicidato in carcere, come sostiene la versione ufficiale. L'imprenditrice inglese condannata a 20 anni di carcere per adescamento di minori e altri reati commessi con o per conto del finanziere-pedofilo ed ex compagno, ha dichiarato nella sua prima intervista da dietro le sbarre che che Jeffrey Epstein è stato "assassinato". "Credo che sia stato assassinato. Sono rimasta scioccata", ha detto Maxwell, secondo The Guardian. "Poi mi sono chiesta come fosse successo perché, per quanto mi riguardava, ero sicura che avrebbe ricorso in appello". Ha poi raccontato che non avrebbe mai voluto incontrare il finanziere: "Onestamente vorrei non averlo mai incontrato", ha spiegato Maxwell. "Ripensandoci ora, probabilmente vorrei essere rimasta in Inghilterra. Ma a parte questo, sai, ho provato ad andarmene e iniziare un altro nuovo lavoro e andare avanti dalla fine del '98, '99". Perché sostiene che il finanziere americano sia stato ucciso in cella? Quali segreti nascondeva Epstein, era diventato scomodo? Una "boutade" dal carcere oppure ne è veramente sicura? Sono le domande che sorgono spontanee a seguuto di queste - clamorose - dichiarazioni.

La condanna

Maxwell è stata condannata a giugno a 20 anni di carcere per il suo ruolo nello sfruttamento e abuso sistematico di più ragazze minorenni con Epstein nel corso di un decennio. Il magnate è stato accusato dal tribunale federale di Manhattan nel luglio 2019 di traffico sessuale di minore. Successivamente fu trovato morto nell'agosto 2019 nella sua cella di New York City per un apparente suicidio, secondo il Dipartimento di Giustizia. Nelle scorse settimane Maxwelle ha difeso il Principe Andrew, nei guai per una foto risalente al 2001 che lo ritrae con l'allora adolescente Virginia Roberts Giuffre, una delle accusatrici della coppia e dello stesso Principe. La foto mostra un sorridente principe Andrew con il braccio avvolto intorno alla vita del diciassettenne Giuffre e una sorridente Maxwell sullo sfondo. L'imprenditrice inglese ha definito quello scatto un "falso" ma secondo un nuovo rapporto si tratterebbe invece di uno scatto autentico. Secondo quanto riferito, Re Carlo avrebbe sfrattato il fratello caduto in disgrazia da Buckingham Palace per il suo comportamento scandaloso, un anno dopo che la loro madre, la defunta regina Elisabetta, lo aveva privato degli onori reali e militari.

I misteri dietro la morte del finanziere

Quanti misteri dietro la morte del finanziere Jeffrey Epstein. Arrestato all’aeroporto Teterboro nel New Jersey il 6 luglio 2019 per abusi sessuali e traffico internazionale di minorenni, Epstein è morto in carcere presso il Metropolitan Correctional Center di New York il 10 agosto 2019. "Sabato 10 agosto 2019, alle 6.30 circa, il detenuto Jeffrey Edward Epstein è stato trovato non cosciente nella sua cella. Successivamente è stato dichiarato morto dal personale ospedaliero", si legge in una dichiarazione del Metropolitan Correctional Center. Il 23 luglio, esattamente tre settimane prima della sua morte, Epstein fu trovato privo di sensi nella sua cella con lesioni al collo. Il finanziere sostenne di essere stato aggredito da un suo compagno di cella, mentre il personale del carcere sostenne che si trattava di un apparente suicidio.

Come tutte le prigioni federali, scrive il New York Times, il Metropolitan Correctional Center di Lower Manhattan ha un programma di prevenzione dei suicidi pensato per i detenuti che rischiano di togliersi la vita. Dopo l’apparente tentativo di tre settimane prima, Epstein, 66 anni, è stato messo sotto stretta sorveglianza e riceveva valutazioni psichiatriche quotidiane. Ma solo sei giorni dopo, il 29 luglio, quella misura è stata tolta: non era più necessario, almeno secondo la direzione del carcere. Dodici giorni dopo, è stato trovato senza vita per un apparente suicidio. Le guardie che facevano il loro giro mattutino hanno trovato il suo corpo alle 6:30 del mattino. Il giorno successivo, l’11 agosto 2019, viene eseguita l’autopsia sul corpo del milionario. Per attendere i risultati bisogna però attendere il 16 agosto 2019: secondo Barbara Sampson, un’esaminatrice medica di New York, Jeffrey Epstein si è suicidato impiccandosi con il lenzuolo della sua brandina. Lenzuolo che avrebbe legato alla parte alta del letto a castello di cui era dotata la sua cella. Ricostruzione che, tuttavia, non ha mai convinto né gli avvocati di Epstein né tantomeno Maxwell, secondo i quali qualcuno avrebbe messo a tacere il finanziere-pedofilo. A

1615730837" data-ga4-click-event-target="internal">mettere in discussione la versione ufficiale sulla morte per impiccagione di Epstein fu anche il celebre patologo forense Michael Baden, che intervistato da Fox & Friends, dichiarò che il milionario aveva subito una serie di lesioni – tra cui un osso del collo rotto – che "sono estremamente insoliti nel suicidio per impiccagione e potrebbero verificarsi molto più comunemente nello strangolamento".

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