
Gli ambientalisti tornano a prendere di mira i più importanti monumenti delle città europee: l'ultimo blitz è avvenuto nelle scorse ore, quando due attiviste per il clima facenti parte del gruppo "Futuro Vegetal" hanno imbrattato con la consueta vernice rossa la facciata della Sagrada Familia, edificio simbolo di Barcellona.
I fatti si sono verificati nella mattinata di oggi, domenica 31 agosto, quando le giovani hanno inscenato la loro protesta a favore di telecamera per contestare l'immobilismo del governo spagnolo nei confronti della "crisi climatica", determinante secondo loro nell'agevolare gli incendi boschivi che hanno flagellato la Penisola Iberica durante questa estate, in particolar modo nel mese di agosto.
Il gruppo ha rivendicato il gesto sul proprio profilo social, postando il video in cui si vedono le ragazze bloccate da alcuni agenti della Guardia Urbana de Barcelona dopo aver cosparso con una tinta o una polvere colorata di colore rosso la base di una delle celebri colonne collocate nella facciata della Sagrada Familia al grido di "Giustizia climatica". I poliziotti hanno dichiarato in stato di fermo le attiviste, conducendole in caserma per le operazioni di identificazione e quindi rilasciandole qualche ora dopo con una sanzione di 600 euro a testa da pagare.
Gli ambientalisti se la prendono coi fondi destinati all'allevamento, collegandoli agli incendi e di conseguenza alla crisi climatica. "Secondo il Ministero dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione, circa il 70% degli incendi boschivi è causato da attività legate all'allevamento”, si legge in calce al post. “Tuttavia, i sussidi per questo sistema continuano senza sosta e, di fatto, gli incendi sono stati utilizzati dalla lobby della carne come strumento di propaganda”, prosegue la nota.
“I vari governi regionali e centrali stanno ancora una volta dando priorità allo sperpero di denaro pubblico negli allevamenti invece di proteggere le persone che hanno perso la casa negli incendi”, aggiungono gli attivisti di Futuro Vegetal, “mentre ai primi vengono promessi 5.500 euro in aiuti diretti, ai secondi sono limitati a 500 euro”.
“Non vogliamo che le industrie ecocide siano sovvenzionate con le nostre tasse. Vogliamo che i fondi pubblici siano destinati a lavoratori essenziali come vigili del fuoco e operatori sanitari”, conclude il comunicato.