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Anziani, indigenti e stranieri. San Siro, quartiere diviso a metà dove la convivenza è difficile

Qui il più grande distretto Aler della Lombardia diviso tra storici residenti italiani e nuovi arrivati

Anziani, indigenti e stranieri. San Siro, quartiere diviso a metà dove la convivenza è difficile
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San Siro, come noto, è un quartiere particolarmente «fragile». Lo dicono (anche ) i numeri. La popolazione residente, pari a 26.645 unità di cui quasi la metà di stranieri (47,19%), un quarto di anziani (popolazione over 65 pari al 22,48% e popolazione over 85 al 4,08%), e il 13,51% di over 85 che vivono soli. Se guardiamo ai residenti - grazie alla dashboard elaborata dall'osservatorio Maud del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico - si ha uno spaccato al 2023 di una società complessa e spaccata, dove più della metà (il 55,80%) dichiara un reddito annuo complessivo inferiore a 26mila euro (2023) contro il 9,6% che guadagna 75mila euro l'anno - i residenti dall'altra parte del Quadrilatero popolare di San Siro - un terzo è pensionato (29,21%), un quinto (19,41%) ha una disabilità al 66%. Il tasso di occupazione si attesta al 67,93%, quello di occupazione femminile al 61,18%. Il 25,15% è laureato.

Ieri proprio qui il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, ha effettuato un sopralluogo con il presidente di Aler Milano, Alan Rizzi, al cantiere di riqualificazione degli alloggi di piazzale Selinunte - intervento, di 3,5 milioni - è stato contestato dai comitati per la casa. «San Siro - ha osservato il ministro - è lo stadio, investimenti miliardari, le case dei calciatori, però anche 4.500 case popolari con tantissime persone perbene che non meritano di rimanere ostaggio di occupanti abusivi, spacciatori, maranza e casinisti vari». Attualmente, sono presenti progetti attivi per la riqualificazione e la valorizzazione di immobili Aler, alcuni progetti sovvenzionati dal Pnrr, o tramite il Programma Cipe e Progetto C.a.s.a. che hanno consentito alla Regione Lombardia di intervenire sulle sue proprietà.

Con una superficie di circa 240mila metri quadri San Siro ospita il più grande quartiere di Edilizia Residenziale Pubblica della Lombardia, nel quadrilatero compreso tra via Civitali, Ricciarelli, Dolci, Paravia e piazzale Selinunte. «Si tratta un territorio caratterizzato da spazi pubblici abbandonati, alloggi occupati abusivamente e alloggi vuoti. La comunità si ritrova divisa tra i residenti storici e i nuovi arrivati, intrappolata all'interno di un recinto sociale intangibile. Isolamento, fragilità e conflitti rendono questo quartiere un territorio urbano fragile e complesso» scrivono De Matteo Simone e Rolando Silvia, autori della tesi di laurea magistrale Spazi in tensione. Il quartiere di San Siro tra pressioni e trasformazioni del Politecnico di Torino (2025).

Gli alloggi Aler sono 5.996, di cui 4.285 gestiti tramite il sistema abitativo Erp, 1.416 acquisiti da privati e 295 classificati come Ferp (Fuori Edilizia Residenziale Pubblica). Dei 4.285 alloggi 3.991 sono assegnati attraverso in regime Servizio Abitativo Pubblico, che prevede la concessione, in affitto, di alloggi ad una fascia di popolazione in situazione di disagio, 272 sono destinati a piani di valorizzazione, mentre 22 riservati a regime Servizi Abitativi Transitori.

«Il quartiere di San Siro attualmente si configura come uno dei contesti urbani più articolati e complessi in termini di composizione sociale - si legge nella tesi -. La sua struttura demografica, negli ultimi decenni, ha conosciuto profonde trasformazioni. All'interno del territorio emerge una significativa disomogeneità di profili sociali e si possono facilmente distinguere quattro maggiori gruppi di abitanti: i residenti storici, in gran parte italiani e di età avanzata, i residenti stranieri, provenienti da diversi paesi, i soggetti in condizione di precarietà abitativa, che comprendono gli occupanti senza titolo e gli inquilini informali, gli assegnatari di alloggi fuori ERP, aventi particolari situazioni di fragilità o emergenza.

L'unione di queste due realtà sociali - gli italiani storici residenti e i nuovi arrivati spesso stranieri - rende evidenti le difficoltà di convivenza, di inclusione e di interazione tra i relativi gruppi, generando nel quartiere importanti problematiche di carattere sociale e di qualità della vita degli spazi».

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