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Atm, i sindacati ora chiedono un nuovo piano di manutenzione

Il cavo che ha provocato l'incendio sul tram 27 era usurato. Nel mirino anche la fuga dei manutentori dall'azienda

Atm, i sindacati ora chiedono un nuovo piano di manutenzione
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Un piano straordinario di manutenzione. È quello che hanno chiesto le sigle sindacali che ieri hanno incontrato Alberto Zorzan, amministratore delegato e direttore generale di Atm, sulla trafila di incidenti - 4 in 13 giorni - che hanno coinvolto in particolare i tram. Ciò è successo mercoledì sulla linea del tram 27 in zona Mecenate sembra infatt che sia dovuto all'usura di un cavo che si è spezzato andando a provocare un principio di incendio a contatto con il tetto del convoglio. un problema riconducibile alla mancata manutenzione. Un episodio diverso dal bullone finito sul binario (tram 12, 7 marzo) o dal fatto che una ruota di un tram (il 15 il 9 marzo) sia scivolata fuori dai binari, cosa che può accadere se un ostacolo finisce sui binari. Molto diverso dalla dinamica del terribile incidente del 27 febbraio: il tram 9 è deragaliato per un malore dell'autista., che ha causatao la mrte di due passeggeri e il ferimenti di altr

Il piano straordinario, chesto dai sindacati, dovrebbe partire dalla possibilità di utilizzare risorse extra, fuori dai vincoi di bilancio, per intensificare la manutenzione su tutta la rete elettrica e non solo, che già avviene 24 ore su 24 (ci sono squadre che lavorano di giorno per la manutezione ordinaria, di notte per la sostituzione di cavi o componenti che può essere fatta solo a tram fermi e una squadra di pronto intervento) e un programma per la messa in rete dei dati sui controlli in modo che tutti i reparti siano a conoscenza delle segnalazioni e degli interventi eseguiti.

Una lente è stata messa dai sindacati sull'assunzione di personale addetto alla manutenzione, che «scappa» dall'azienda per i salari troppo bassi rispetto alla costo della vita a Milano, ma il problema, secondo i rappresentanti dei lavoratori, non sarebbe all'attenzione di Atm come invece acvvanuto per reclutare nuovi conducenti. «Non è più tollerabile la politica aziendale basata sull'intervento accidentale: esigiamo l'immediata definizione di un piano straordinario che preveda lo stanziamento di risorse strutturali, così è necessario un piano industriale di sviluppo e di investimenti economici che dia certezze sul futuro» le richieste delle segreterie regionali del settore trasporti di Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl e Orsa. «La direzione aziendale ha precisato che gli interventi manutentivi non hanno subito variazioni rispetto alla già prevista programmazione. Tuttavia, tale affermazione aziendale è giudicata insufficiente a rassicurare le forti preoccupazioni dei lavoratori». Tradotto: la trafila di incidenti ha assunto il profilo della «criticità» che «impone una riflessione profonda sulla tenuta complessiva del sistema che non può essere più procrastinata». La sicurezza è un investimento non negoziabile che deve tradursi in formazione continua, a tutela sia del personale che dell'utenza cittadina». «La sicurezza è sempre la priorità aziendale per i dipendenti e per i clienti e non è mai oggetto di restrizioni nelle voci di bilancio» la replica secca di Foro Bonaparte.

Nel frattempo ieri la Procura ha ascoltato due dipendenti di Atm nell'ambito dell'inchiesta sul deragliamento del tram 9 il 27 febbraio in viale

Vittorio Veneto: gli inquirenti stanno valutando l'ipotesi che il conducente non abbia rispettato il protocollo, non effettuando alcuna chiamata alla centrale operativa nè prima nè dopo il sinistro, per segnalare il malore.

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