Cronaca locale

Crolla il controsoffitto di una scuola elementare. La rabbia dei genitori

Nonostante le tante avvisaglie avute nel corso degli anni, il Comune ha continuato a rimandare i lavori nella scuola Martin Luther King. Ma stavolta si è sfiorata la tragedia

Crolla il controsoffitto di una scuola elementare. La rabbia dei genitori
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Lo scorso lunedì mattina i piccoli alunni che frequentano la scuola primaria Martin Luther King di Milano, in piazza Santa Maria Nascente, zona QT8, non sono potuti entrare nell’edificio a causa di un crollo parziale di un sottotetto. I Vigili del fuoco che sono intervenuti sul posto, chiamati dai bidelli, hanno dichiarato la struttura inagibile per un esteso allagamento, dovuto probabilmente alle piogge del fine settimana. Se il crollo si fosse verificato in un giorno scolastico si sarebbe parlato di tragedia.

"Vogliono farla passare come una cosa normale ma non lo è"

Ecco quello che ci ha raccontato il signor Mauro Del Monte, padre di una bambina che frequenta la King: "Siamo arrivati alle 8.20 e ci hanno detto che non si poteva entrare perché c'erano problemi nella scuola. La preside non c'era, è arrivata il giorno dopo, e quel giorno non ci hanno detto altro. Martedì mattina è arrivata la preside dicendoci che avrebbero cercato delle soluzioni in zona, e di aver appena fatto un sopralluogo alla scuola Achille Ricci di via Dolci (sempre sotto la stessa preside), dove c'era la possibilità di ospitare delle classi: le terze, le quarte e le quinte".

Il genitore ha poi spiegato che il giorno seguente, in video call con la preside e Giulia Pelucchi, presidente del Municipio 8, è stata data la notizia che il Comune aveva già deciso di trasferire le classi in via Dolci. Inizialmente era stata data come tempistica da alcuni mesi a un anno. "Ormai il Comune ha deciso - continua l'uomo- e se non ci va bene dobbiamo proporre loro delle soluzioni alternative". Tanto per dare un'idea, gli alberi caduti lo scorso luglio sono stati tolti il 12 settembre dietro insistenza dei genitori. La cosa terribile è che i bambini stavano frequentando una scuola pericolante da 10 giorni. Il Comune starebbe cerca di spostare l'attenzione sulla continuità didattica, che comunque al momento non sarebbe garantita per tutti, data la difficoltà o impossibilità di raggiungere la scuola o di conformare la distanza con gli altri figli e il lavoro da parte dei genitori.

Una tragedia sfiorata

"Vogliono farla passare come una cosa normale - afferma Del Monte - manutenzione ordinaria, ma ordinario non è: è caduto un tetto, fortunatamente di sabato. Stiamo parlando di un problema di sicurezza gravissimo, di persone che non hanno assicurato la sicurezza dei bambini. Si sono preoccupati di far vedere che la situazione fosse gestita da loro e adesso dicono che stanno cercando di trovare una soluzione con noi".

Il problema è anche che la scuola di via Dolci è a quasi due chilometri di distanza, e per chi ha due figli da accompagnare e deve poi recarsi al lavoro, diventa praticamente impossibile. Senza contare che le attività extrascolastiche sono tutte in zona, molte delle quali sono già state pagate. Sembra comunque che la soluzione appoggiata dal Comune sia comoda per la scuola stessa, visto che la struttura in via Dolci è gestita dalla stessa preside ed è lo stesso comprensorio. Una soluzione che non sarebbe però ottimale per i genitori: è infatti diverso avere 200 bambini in una scuola immersa nel verde e vicino a casa, rispetto a una dove ci sono 600-700 bambini a due chilometri di distanza, per un tempo di almeno un anno. Sembra poi che in tanti decideranno di togliere i figli pur di non mandarli nella scuola di via Dolci, proprio perché fisicamente non ce la fanno.

Tra l'altro non tutte le mamme hanno la macchina e raggiungere la nuova scuola non è facile. La navetta non è eventualmente contemplabile in quanto la distanza da percorrere è inferiore ai tre chilometri. Il padre ha quindi concluso tirando le somme: "Pensano di aver risolto un problema, imponendo una soluzione, che non è stata assolutamente condivisa con noi genitori. Intanto martedì e mercoledì hanno spostato i banchi in un luogo che non era stato né accettato né concordato. Com'è possibile? Stanno sminuendo il fattore sicurezza che è la cosa più importante, oltre al fattore tempi che è la cosa determinante per i bambini. Chiediamo che vengano trovate situazioni in quartiere e che i lavori per sistemare la King inizino subito e vengano completati in fretta, non oltre quest’anno scolastico". I genitori potrebbero arrivare a pensare di cambiare scuola ai propri figli.

Le richieste dei genitori

Lunedì è in programma un incontro tra una delegazione di genitori e Anna Scavuzzo, vicesindaco di Milano e assessore all'Istruzione. Il timore di alcuni genitori è che qualcuno cerchi di smorzare la protesta e per accettare la soluzione Dolci, quella che il Comune in modo frettoloso ha subito trovato. Ieri mattina l’onorevole Stefano Maullu, accompagnato da tre consiglieri, si è recato sul luogo della scampata tragedia e ha ascoltato le richieste di padri e madri. "La più importante è la presa di coscienza da parte del Comune di aver fatto un errore gravissimo tramite le proprie commissioni di vigilanza a dare l'autorizzazione all'ingresso in una scuola che non era invece agibile. Tant'è vero che è bastato un semplice temporale, non una tromba d'aria, per creare quello che è successo. Magari luglio poteva essere già una prova per poter pensare, dopo quello che c'è stato a Milano, di fare un'analisi un po' più attenta della situazione della scuola che è in grosse difficoltà di struttura da almeno diversi anni - ha spiegato il padre di un giovane alunno -. Ci sono fior di mail, delibere e solleciti per poter fare lavori di ripristino che dovevano essere fatti in tempi precedenti. Adesso si sta ovviamente agendo con velocità, quando era invece necessario farlo prima". La speranza dei genitori è che adesso, grazie alla presenza del deputato, le loro richieste, indifferibili e non ignorabili, possano trovare più facilmente ascolto da parte di chi deve comunque dare delle risposte.

Perché la soluzione scelta non piace

Il genitore con cui abbiamo parlato tiene a sottolineare che adesso è importante parlare con Scavuzzo per trovare altre soluzioni. Precisando poi che quella più importante sarebbe già pronta, ovvero via Cilea, che dovrebbe solo essere resa disponibile. Ci spiegano che si tratterebbe di una struttura che ha già le classi pronte, munite di banchi, per poter accogliere tutti. Si dovrebbe solo fare il trasloco del materiale che velocemente è stato portato in via Dolci. "Ha una distanza di un chilometro superiore rispetto a Dolci ma in termini di viabilità è contro traffico e quindi si arriva in 10 minuti, ha posteggi che in Dolci non esistono, ha la metropolitana vicina, ha un giardino e non un cortile tipo carcerati, e soprattutto ha una struttura più adeguata. Non siamo ascoltati, e forse aver interpellato questa mattinata l'onorevole Maullu ci può dare più voce in capitolo - ha proseguito il padre -. Inoltre, via Cilea è Municipio 8, come la Luther King, invece via Dolci è il 9".

Sembra che i lavori per la King fossero già stati appaltati, che dovessero iniziare a dicembre 2023, e avere una durata di 18 mesi perché in presenza dei bambini. Oltre alla richiesta di presa di responsabilità del Comune, i genitori chiedono l'invio di una relazione tecnica, non solo di agibilità dei vigili del fuoco, ma anche di sopralluoghi che portino a capire dove vanno fatti gli interventi, quali e quanti, e che venga specificato uno stato avanzamento lavori. Infine, viene chiesta la presenza di una commissione di genitori, soprattutto con architetti, che possa seguire i lavori insieme al Comune ed essere quindi informata in tempo reale, per avere la certezza dei tempi impiegati. Anche perché, se prima erano stati ipotizzati 18 mesi con i bambini presenti, senza si presume che entro la prossima primavera possano essere finiti. "La struttura è integra, non è che è crollato il soffitto, sono crollati i controsoffitti perché ci sono state infiltrazioni per mancanza di guaine che hanno portato a un accumulo di acqua e alla caduta", ha spiegato in conclusione il genitore.

Lamentele dal 2019 ma sono stati fatti solo rattoppi

Pare che le lamentele sulla manutenzione della scuola ci fossero almeno dal 2019. E allora perché non è stato fatto nulla in quattro anni? A rispondere alla nostra domanda è stato un altro padre, Simone Sciamà: "Non è stato fatto niente perché, tutte le volte che si è verificato un problema, sono intervenuti immediatamente i servizi del Comune con una bella operazione cosmetica e quindi siamo andati avanti anni con lavori vari. L’ultima volta il giochetto non è stato possibile perché i bidelli con tutta l'acqua che hanno trovato nella scuola si sono preoccupati e hanno chiamato i vigili del fuoco. Davanti a un decreto di inagibilità dei pompieri la preside ha dovuto chiudere la scuola". Il genitore si è detto convintissimo che la scelta di andare in Dolci sia stata della preside e che il Comune non abbia fatto assolutamente niente perché in questo modo era un problema in meno a cui dover pensare.

Ma i disagi per genitori e bambini sarebbero tanti: "Sono già 600 alunni a cui, con il trasferimento, andrebbero ad aggiungersene altri 220. Inoltre, siamo in una zona ad alta densità di traffico, difficile da raggiungere con i mezzi, e non è pensabile farla a piedi. Le soluzioni possono essere via Cilea o anche le scuole Ricci e Dudovich che sono una di fronte all'altra, sempre all'interno del QT8. Dalla giunta di Milano mi sarei aspettato qualcosina in più", ha commentato Sciamà con una punta di delusione. "C'è un decreto di agibilità del luglio 2023 rilasciato dalla Metropolitana Milanese e mi auguro che la metropolitana sia controllata meglio delle scuole. Non hanno fatto quello che avrebbero dovuto fare e che mi sarei aspettato facessero dato che sono una amministrazione pubblica. Mi ha lasciato sgomento il silenzio assoluto del Comune per quello che è successo. Quantomeno mi sarei aspettato la presenza di un rappresentante del Comune subito", ha infine concluso.

La promessa di Maullu: "Incalzeremo l'Amministrazione"

Venerdi mattina l’onorevole Stefano Maullu si è recato sul posto accompagnato da tre consiglieri per parlare con i genitori presenti e vedere la situazione. "La struttura, a detta di padri e madri, aveva avuto una serie di avvisaglie, una situazione di pericolo che poi è degenerata nel crollo. Una parte era già stata transennata e i soffitti erano stati messi in sicurezza. Il vero grande problema è che era una struttura che aveva già dato segni di mancanza di tenuta e l'Amministrazione poteva intervenire prima e non l'ha fatto. Quindi significa che la manutenzione delle scuole lascia veramente a desiderare e che non c'è neanche un cronoprogramma di interventi che consenta di anticipare i problemi. Banalmente, non si fa manutenzione in maniera adeguata", ha sentenziato il deputato che ha poi preso in esame le possibili alternative.

"C'è un liceo poco lontano che ha due piani liberi e invece si è già fatta la scelta di allontanare dal quartiere tutti i bambini, più di 200, mandandoli direttamente in via Carlo Dolci. Creando così problemi logistici che si trovano a dover riprogrammare tutto. C'è anche un'altra soluzione - ha continuato il deputato - che si sta identificando come possibile che è in via Cilea, ma anche lì sono quasi 4 chilometri di distanza e non è stato neanche previsto un servizio navetta che consenta a orari predeterminati di fare la spola portando i bimbi a scuola e poi riportandoli al punto di partenza".

Quello che è sicuro, ha tenuto a precisare l’onorevole, è che "da lunedì noi incalzeremo l'Amministrazione Sala e faremo una serie di proposte che ricalcano quello che con grande buonsenso i genitori hanno proposto. Lo faremo sia nella Commissione, che è stata chiesta in maniera urgente, sia con un ordine del giorno dedicato proprio alla scuola e alla situazione che abbiamo visto, ma in particolare a tutto il tema dell'edilizia scolastica, che a Milano francamente lascia un po' a desiderare".

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