Gite scolastiche addio? I costi per molti sono ormai insostenibili

Il caro vita ha decisamente reso molto più difficile l'organizzazione di visite in Italia (o all'estero) da parte delle scuole

Gite scolastiche addio? I costi per molti sono ormai insostenibili

Organizzare gite scolastiche è diventato quasi impossibile. Dopo tre anni di stop dovuto dal Covid, le richieste da parte degli istituti abbondano: ma tra prezzi alti di alberghi e trasporti, preventivi aggiornati, cancellazioni o eventuali rinunce, tutto diventa irrimediabilmente più difficile. Intervistato dal Corriere della Sera, Luca Azzollini, preside all'Olmo-Frisi, né sicuro: "Non c’è dubbio che il viaggio di istruzione sia diventata un’iniziativa per famiglie benestanti e questo è un punto di debolezza. Li sostituiremo con viaggi in cui ci si appoggia a scuole locali e gli studenti soggiornano in altre famiglie. Ridurrebbe i costi e renderebbe questi viaggi più significativi".

Gli fa eco la preside della Moro e Capponi, Maddalena Di Muccio: "Il viaggio è la conclusione di un percorso iniziato in classe, così rischia di diventare elitario". C'è chi sceglie di restare per lo più in Italia, come ha optato il Brera usufruendo solo dei treni: "Dei 90 mila passeggeri in gruppo registrati nel 2022, oltre 60 mila facevano parte di comitive scolastiche, con un picco nel mese di maggio", conferma Trenord. In ogni caso, il caro-gite costringe a continui cambi di programma.

Le difficoltà sulle gite scolastiche

Del resto il caro vita e gli aumenti generalizzati dei prezzi stanno incidendo su uno dei momenti più amati dagli studenti. Le classi ormai partono con appena metà o poco più dei ragazzi, i costi sono saliti del 20%. Le gite scolastiche di 3-5 giorni costano dai 350 ai 600 euro, come riporta il quotidiano La Repubblica, per questo molti studenti non partono. "Tantissimi studenti non partiranno quest'anno perché l’inflazione pesa sulle famiglie e senza sostegni il diritto allo studio non è garantito", dice Paolo Notarnicola di Rete degli studenti medi.

"Dalle scuole c'è un boom di richieste - sottolinea Stefania Vettori, consigliere Fiavet Lombardia -. Ma dopo il Covid è cambiato tutto. Gli alberghi destinano meno camere al turismo scolastico. I prezzi dei voli fluttuano: capita di prenotare per due classi, magari 45 posti, e pagarne 15 a una tariffa e gli altri più cari. Le società dei trasporti faticano nel reperire autisti e le agenzie di viaggi a mettere insieme i preventivi alle scuole". Come ovviare al problema? "Muoversi con anticipo, velocizzando l'approvazione delle gite e la raccolta delle quote.

Spesso le agenzie devono anticipare la caparra agli alberghi e non tutte hanno la solidità per farlo. Gli hotel sarebbero più invogliati ad accettare le prenotazioni. E ci si metterebbe al riparo da annullamenti improvvisi".

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