Cronaca locale

Kata, spunta l'audio del raid punitivo nell'ex hotel Astor: "Vogliono ammazzarmi!"

La telefonata disperata alla polizia dell'ecuadoregno che per sfuggire alle botte di chi lo minacciava di dover lasciare l'ex hotel si lanciò dalla finestra. La mamma di Kata: "Voglio solo sapere se mia figlia è viva o no"

Kata, spunta l'audio del raid punitivo nell'ex hotel Astor: "Vogliono ammazzarmi!"

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"Aiuto! Vogliono ammazzarmi!". C'è un audio agli atti dell'inchiesta parallela sulla scomparsa della piccola Kata che testimonia il clima di violenza all'interno dell'ex hotel Astor di Firenze attorno al racket degli affitti. Si tratta della telefonata disperata dell'ecuadoregno Santiago Medina Pewlaz alla polizia che, la sera del 28 maggio scorso, per sfuggire alle sprangate di chi gli intimava di lasciare l'albergo, si era lanciato dalla finestra. La scena è stata ripresa anche da una telecamera di videosorveglianza puntata sulla struttura di via Maragliano 101. Intanto i genitori di Kata, ai quali ieri sono stati perquisiti i cellulari, hanno assicurato di voler continuare a collaborare con le indagini.

La telefonata: "Venite subito, vogliono uccidermi!"

L'episodio risale a 10 giorni prima della scomparsa di Kata ed è tra quelli contestati ai quattri cittadini peruviani, tra cui lo zio materno della bimba, Abel Alvarez Vasquez (detto Dominique), arrestati sabato 5 agosto per i pestaggi e le estorsioni relative all'occupazione abusiva delle camere all'interno dell'ex Astor. Nella telefonata, diffusa dal quotidiano Il Tirreno, si sente la voce stremata dell'ecuadoregno che chiede aiuto alla polizia: "Aiuto, voglio ammazzarmi!". L'operatore chiede ulteriori spiegazioni: "Chi vuole farle del male? Ma lei è chiuso in casa?". Pewlaz ribadisce: "Delle persone che abitano nel palazzo. C'è sangue". Poi qualcuno, come emerge dalle carte dell'inchiesta relativa al racket degli affitti, intima al sudamericano di lasciare la stanza: "Sales afuera" (esci fuori!ndr). E ancora: "Te matamos! Ti ammazziamo cane di m....!". A quel punto l'ecuadoregno tenta la via di fuga dalla finestra: resta aggrappato per qualche minuto al davanzale, poi si lascia cadere nel vuoto. Si salva per miracolo.

L'appello della mamma di Kata: "Ditemi se mia figlia e viva o no"

Ieri mattina, congiuntamente alle attività condotte dalla squadra mobile della Questura, i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno sottoposto a perquisizione Miguel Chicclo Romero e Kathrine Alvarez, i genitori di Kata. La coppia, che non è indagata, è rimasta fino a sabato sera tardi negli uffici dell'Arma in attesa che fossero riprodotte le copie forensi dei cellulari. C'è voluto tempo perché, come ben spiega l'Ansa, per ottenere i dati occorre chiedere l'autorizzazione alle compagnie che gestiscono i social network. Gli investigatori intendono passare al setaccio chat, mail ed sms che possano essere state sottovalutate dai genitori della bimba.

"Vorrei sapere se Kata è viva, se sta bene, sono passati due mesi e stare così senza sapere nulla mi fa stare male. Non si può stare così senza sapere niente. Chi sa di Kata mi faccia sapere qualcosa", ha detto Kathrine Alvarez, la madre di Kata in uno sfogo coi suoi legali. In ogni caso, chi indaga sembra essere quasi certo che la coppia non sia del tutto estranea a quel clima di violenza all'interno dell'ex Astor. A marzo, un peruviano denunciò alla polizia il papà e la mamma di Kata sostenendo di essere stato "colpito da Miguel Angel Chicclo Romero - si legge agli atti - con pugni al volto" e dalla fidanzata di quest'ultimo, Katherine Alvarez, "che lo aveva graffiato con le unghie sul braccio sinistro e sulla faccia".

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