Luca Abete contestato a Napoli: ecco perché

Furia degli studenti durante il forum "NonCiFermaNessuno" di Luca Abete alla Federico II di Napoli. Ecco per cosa hanno protestato gli universitari

Luca Abete contestato a Napoli: ecco perché

L'inviato di Striscia la notizia Luca Abete è stato contestato stamani, martedì 28 marzo, all'Università Federico II di Napoli. Si apriva proprio con oggi la nona edizione della campagna sociale #NonCiFermaNessuno, con il motto "Il Futuro non fa paura". Un tour motivazionale di dieci tappe dedicato interamente ai giovani per aiutarli a superare le loro incertezze e affrontare il futuro con una migliore prospettiva.

La contestazione degli studenti

La presenza di Luca Abete, e più in generale la presentazione della campagna sociale, non è andata giù ad alcuni studenti, che hanno duramente contestato l'inviato di Striscia. Inammissibile parlare di resilienza in una università dove i ritmi pesanti mettono gli studenti all'angolo, e c'è stata anche una studentessa che si è tolta la vita.

Nel corso della conferenza, il gruppo di manifestanti ha interrotto il forum esibendo degli striscioni. Assurdo, hanno protestato gli studenti, che sia Luca Abete a parlare quando dovrebbero essere loro a denunciare i problemi dell'università, ormai sempre più elitaria. Assurdo che si continui a spingere sulla logica dei crediti universitari. Lo stesso forum di Luca Abete, venuto a parlare di resilienza, vale 1 Cfu per chi partecipa. Un controsenso, secondo i contestatori, parlare di valorizzazione dei talenti e lotta alle incertezze, se poi si continua a insistere sui crediti.

La tragica morte di Diana

Ancora presente il ricordo di Diana Biondi, la studentessa 27enne morta suicida a causa di una bugia sugli esami universitari. Gli studenti che hanno fatto irruzione in aula durante la conferenza hanno contestato anche il rettore dell'ateneo federiciano, presente al forum, Matteo Lorito.

"Premiate solo chi non avete ucciso?", riportava lo striscione esposto durante la contestazione. E ancora: "Di merito e resilienza si muore".

Il confronto con Abete

Di fronte alla furia degli studenti, Luca Abete ha invitato alla calma, permettendo ai ragazzi di parlare."Non siete titolati voi a parlare di queste cose, a noi non ci ascolta mai nessuno", è stato l'attacco di una delle manifestanti.

"Ma perché te la prendi con me?", ha risposto l'inviato di Striscia. "Avete sbagliato i tempi, il rettore è andato via qualche minuto fa, se avevate qualcosa da dirgli dovevate farlo prima. State parlando con Luca Abete, che da nove anni porta avanti una battaglia sociale cercando di aiutare i ragazzi in difficoltà".

Gli studenti hanno allora spiegato di essere stati in rettorato due settimane prima proprio per parlare col rettore e riferirgli delle preoccupazioni e delle grida di aiuto di un'intera comunità studentesca"riguardanti un sistema universitario che ci soffoca e ci opprime e la necessità impellente di un reale supporto psicologico per gli studenti". Ai ragazzi sarebbe stato promesso un secondo incontro, ma nulla si sarebbe mosso dopo 15 giorni.

"Gli studenti in difficoltà non hanno bisogno di esempi di resilienza ma di un'università che abbia ritmi e obiettivi umani. Dopo che un mese fa l'ennesima studentessa di questo Ateneo si è tolta la vita, permettere a un'iniziatriva del genere di avere luogo qui dentro significa ignorare volontariamente le nostre necessità", hanno aggiunto i manifestanti.

Un'università sempre più elitaria

Ottenuta la parola, una studentessa del Cau (Collettivo autorganizzato universitario) ha espresso tutto il suo dissenso. "È assurdo che a parlare delle problematiche del soggetto universitario sia uno sciacallo come Luca Abete. Sono gli studenti e le studentesse a dover prendere parola su un'università sempre più elitaria e basata sul merito", ha attaccato la giovane, come riportato da NapoliToday.

"Il modo in cui il rettore affronta il problema della salute mentale è vergognoso.

Si limita a esprimere cordoglio di fronte a eventi tragici, per poi riproporre sempre la stessa dinamica della corsa per i Cfu, tanto che viene permesso a Luca Abete di tenere un corso sulla resilienza, per la cui partecipazione viene dato 1 Cfu agli studenti e alle studentesse", ha concluso.

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