Leggi il settimanale

"Il mio slalom in bici nelle strade a pezzi fra buche profonde e asfalto sgretolato"

Tra periferia e centro non c’è differenza e in entrambi ci si può fare molto male

"Il mio slalom in bici nelle strade a pezzi fra buche profonde e asfalto sgretolato"
00:00 00:00

Questo non è un reportage sulle condizioni delle strade di Milano. Per fare un reportage bisogna andare a cercare le cose. Nel caso delle buche che costellano l'asfalto cittadino non c'è bisogno: saranno le buche a venire a voi, con afflato ecumenico. Basta inforcare la bici e fare una pedalata casa-redazione. Partendo dalla periferia est, si può constatare che appena si abbandona la ciclabile in mattoni (materiale che fa molto strada consolare dell'antica Roma) di Via Mecenate e ci si avventura dalle parte di Via Pecorini si ha subito il piacere di incontrare due simpatiche trappole da ribaltamento. Una è piena d'acqua che rende possibile capire che è profonda 10 centimetri. L'altra è meno fonda, ma larga 20. A stretto giro di posta arriva un tombino molto più basso del piano stradale... Certo è periferia, alle periferie vanno sempre le cose peggiori, tipo hic sunt maranza, quel che succede succede. Però è pur sempre la zona della fermata Repetti del metrò, quella che dovrebbe essere chiave per andare alla Milano Ice Skating Arena. Ecco, arrivando alla fermata, si nota che hanno costruito due begli accessi pedonali per l'attraversamento. Quello di sinistra ha una passerella antiscivolo. Quello di destra ha invece un tombino metallico piantato nel mezzo del materiale antiscivolo che invece garantisce una buona possibilità di salto carpiato. Una scelta politica per far camminare verso sinistra? No a giudicare dalle strisce pedonali della zona che sembrano essere state smangiate dal vaiolo è sciatteria.

Le cose migliorano drasticamente se si riesce a superare l'asfalto sgretolato sotto i ponti che introducono verso viale Corsica. La zona di via Mezzofanti è stata riasfaltata di fresco, sarà rispetto per l'austera figura di questo Cardinale filologo e poliglotta. Ma appena si svolta in via Pannonia... La Pannonia è terra straniera, una brutta provincia dell'imperialismo romano, quindi l'asfalto torna a essere crivellato. C'è uno stacco secco come se si cambiasse città. Un ciclista monello potrebbe pure provare a trovar scampo sul marciapiede. Non fatelo. Il marciapiede di piazza Acquabella ha l'asfalto più brutto che si sia mai visto. Questo giudicandolo come asfalto, come istallazione di arte contemporanea. Proseguendo, si arriva in Piazza Novelli dove ciclisti e motociclisti possono apprezzare il brecciolino. Perfetto per stendere dei mezzi a due ruote. In piazza Maria Adelaide di Savoia si fanno i conti con uno dei grandi misteri delle strade milanesi: il pavé, un retaggio della Milano asburgica, scivolosissimo, ma in certe zone mantenuto per la sua bellezza estetica. In altre, come in questa piazza, è stato semplicemente abbandonato lì. Ovviamente inframezzato da binari, con pietre rotte, infossate sotto i binari medesimi e con delle belle toppe d'asfalto, altro che estetica... Del resto, che dire, anche a fare un giro in Via Torino a pochi passi dal Duomo, ci vuol poco a trovare una pietra smossa così grossa e così fuori assetto che va benissimo anche per disassare un'auto (fuori rotta, ma giusto per non saltare il centro).

Ma tornando al percorso: viale Regina Giovanna due buche una in fila all'altra, profondità 11 centimetri (un raider si salva con elegante gincana); viale Tunisia tra binari e asfalto c'è una specie di trincea (certo c'è anche la ciclabile che però sembra più il museo internazionale del tombino); viale Liberazione non liberato dalla toppa della controtoppa...

Basta così? No, ci sono due menzioni speciali.

Sotto al Bosco Verticale la strada che per motivi inspiegabili è stata lastricata con le stesse pietre dell'antica via Emilia, mostra segni di cedimento sui quali il triciclo di un postino sbanda, ma resiste; piazza Fidia, forse in omaggio al grande scultore possiede il Partenone delle buche con tanto di sampietrino al fondo.

Lo abbiamo raccontato con tono leggero. Ma la realtà è che sono tutte cose con cui ci si può fare molto male. E purtroppo la cronaca è spesso lì a ricordarcelo.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica