Scena del crimine

"Non c’era vita nei suoi occhi". La storia del Babbo Natale serial killer

Bruce McArthur è noto per essere stato il Babbo Natale serial killer: ha ucciso 8 uomini e attualmente è in carcere per scontare l'ergastolo

Screen Santa Claus: the Serial Killer (BBC Three via YouTube)
Screen Santa Claus: the Serial Killer (BBC Three via YouTube)
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Bruce McArthur è probabilmente il serial killer cui si è ispirato Ryan Murphy per la nuova stagione di American Horror Story: Nyc, in arrivo il 28 dicembre su Disney+. Era nell’aria: già nel 2021, un episodio dello spin off monografico American Horror Stories era dedicato alla storia di un serial killer che si travestiva da Babbo Natale. Ma McArthur non si travestiva da Santa Claus per adescare le sue vittime: era lui stesso Babbo Natale, il suo impiego, una volta all’anno, al centro commerciale.

McArthur ha ucciso 8 uomini a Toronto tra il 2010 e il 2017. Li ha depezzati e ha nascosto parti dei loro corpi in un giardino di periferia in cui lavorava nel resto dell’anno - era un paesaggista di mestiere. Quando è stato arrestato il 18 gennaio 2018 ed è andato a processo si è dichiarato colpevole, ma è sorta una polemica in merito alle indagini.

La cattura di McArthur ha infatti scatenato polemiche nella comunità gay di Toronto: alla polizia veniva contestato il fatto di aver sottovalutato il problema. Le forze dell’ordine canadesi si sono giustificate affermando che non credevano alla possibilità di un serial killer. Non è un fenomeno molto diffuso, soprattutto in Canada.

Chi era Bruce McArthur

Il serial killer è stato condannato all’ergastolo il 29 gennaio 2019: avrà diritto alla libertà condizionale solo dopo 25 anni di detenzione.

L’uomo nacque in Ontario l’8 ottobre 1951, nella città di Lindsay, ma ha vissuto infanzia e adolescenza in una fattoria di Argyle, dove i genitori si occupavano di lui, della sorella e di diversi bambini in affidamento. È omosessuale ed è possibile che abbia faticato ad accettarsi, com’era comune nei decenni passati negli ambienti rurali. In più i genitori erano molto religiosi: la madre era una cattolica irlandese, mentre il padre era un presbiteriano scozzese.

Tuttavia, nonostante il suo orientamento sessuale, McArthur sposò molto giovane una compagna di scuola di scuola e poi studiò economia, iniziando a lavorare per una catena di grandi magazzini a Toronto, per poi svolgere la professione di commesso viaggiatore. Dopo aver avuto due figli, negli anni ’90 il killer fece coming out con la moglie e, pur continuando a vivere con lei, avviò delle relazioni sessuali con uomini. Fu in quel decennio che l’uomo dichiarò bancarotta e si separò dalla moglie, affrontando anche una depressione. Si riprese e cominciò a lavorare come paesaggista. Ma la sua storia criminale non era ancora cominciata.

Chi erano le vittime

Le 8 vittime erano tutte omosessuali (oppure avevano avuto qualche relazione con un uomo) ed erano migranti. Si chiamavano, come riporta la Bbc che a McArthur ha dedicato un documentario, Selim Esen, Andrew Kinsman, Majeed Kayhan, Dean Lisowick, Kirushna Kumar Kanagaratnam, Abdulbasir Faizi, Skandaraj Navaratnam e Soroush Mahmudi.

Si trattava quindi, in un certo senso, di persone vulnerabili, potenziali vittime per un assassino: molti tra loro non avevano fatto coming out per ragioni religiose e alcuni erano richiedenti asilo. Questo si tradusse per taluni di loro in una doppia vita e per le difficoltà da parte di famigliari e amici di allertare le forze dell’ordine mano a mano che le persone scomparivano.

Le testimonianze che aiutarono a catturarlo

Le testimonianze non servirono in sede processuale, poiché McArthur si dichiarò subito colpevole, ma due uomini hanno incontrato McArthur per ragioni differenti e sono sopravvissute. Uno è Sean Cribbon, che ha avuto con il killer un incontro sessuale nel luglio 2017. Cribbon disse che l’assassino pare fosse addentro a pratiche kinky molto estreme e del fatto di essere svenuto dopo la somministrazione di Ghb. È rimasto senza sensi per una ventina di minuti, durante l'appuntamento con il killer, e poi è andato via, senza sapere cosa avrebbe potuto accadergli. La polizia successivamente lo informò di aver trovato sui device digitali del killer delle sue foto - e delle altre vittime - in pose non consensuali e violente.

Un’altra testimonianza è quella di un anonimo spacciatore di Ghb, che nel documentario della Bbc ha raccontato di un appuntamento per usare insieme stupefacenti e avere un rapporto sessuale: “Ha iniziato a sembrare davvero inquietante. Mi faceva domande strane come: ‘Sei vicino alla tua famiglia? Hai fratelli e sorelle?’. Con il senno di poi, probabilmente stava vedendo se a qualcuno sarei mancato se fossi scomparso. Gli ho detto che non mi sentivo bene, quindi sarei andato via e basta. Non c'era vita nei suoi occhi”.

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