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"Non datemi la colpa per quello che farò"... Cosa scriveva l’11enne prima di provare ad accoltellare il prof

Sul casco aveva montato la GoPro che al momento del tentativo di agire pare fosse accesa e, forse, in diretta: "La mia più grande paura è non riuscire". Il gravissimo episodio in una scuola media di San Vito Lo Capo

"Non datemi la colpa per quello che farò"... Cosa scriveva l’11enne prima di provare ad accoltellare il prof
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La procuratrice dei minori di Palermo, Claudia Caramanna, oggi ascolterà il bambino di 11 anni che ieri ha tentato di accoltellare il docente di tecnologia, nella scuola media di San Vito Lo Capo. Ma bisogna partire da un elemento fondamentale: non è imputabile. È troppo giovane per essere sottoposto a giudizio, quindi anche a qualunque forma di custodia a tutela della sicurezza, ma gli investigatori vogliono comunque capire cosa l’abbia spinto a pianificare un’azione che si sarebbe potuta trasformare in una strage. E potrebbero comunque proporre provvedimenti in eccezione alla regola. Il docente aggredito, che per fortuna ha riportato solo un piccolo taglio alla mano, ha detto agli investigatori che non si riesce a spiegare il gesto del suo alunno.

Forse per capirlo o, comunque, per iniziare a mettere i primi paletti di questa storia, occorre guardare laddove i giovanissimi costruiscono spesso una realtà parallela, i social. Perché, sebbene probabilmente non ci siano tutte le risposte che si cercano, di sicuro ci si può fare una prima idea di cosa abbia fatto questo 11enne nelle ore precedenti. “Don’t blame me for what I will do in 4 hrs”, scriveva la notte precedente lo studente. “Non incolpatemi per quello che farò in 4 ore”, è la traduzione in italiano. E poi un maglia nera “me ne frego”, la GoPro montata sul casco della bici e un coltello da estrarre all’occorrenza. Quando si avvicina al professore con l’arma in mano (ne aveva due con sé) sono da poco passate le 8 di mattina e la lezione non è ancora iniziata. Il docente ha avuto la prontezza di riflessi di capire quali fossero le sue intenzioni e non ci ha messo molto a disarmarlo, ferendosi la mano nell’afferrare la lama.

I compagni scappano ma la GoPro è accesa e sta registrando, forse è in diretta con la sua piccola community, formata da poche centinaia di seguaci su Tiktok. Questo è un elemento che gli investigatori stanno approfondendo per capire se ci sia stata un’azione di istigazione a compiere quel gesto, se sia una challenge social o se ci sia altro che ancora non è stato ipotizzato. Quel che sembra emergere con evidenza è che l’11enne aveva preannunciato l’azione anche se in modo criptico, ambiguo, come se solo pochi dovessero capirlo.

Lo studente non ha mai dato segnali di violenza, era considerato anche bravo e attento in classe ma l’hashtag #LARP, Live Action Role Playing, forse è un indizio per qualcosa che accade laddove gli adulti non riescono a fare prevenzione. “La mia più grande paura è non riuscire”, scriveva due giorni prima dell’azione, con accanto il countdown -1.

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