Cronaca locale

Omicidio Tramontano, la fiaccolata a Sant'Antimo in onore di GiuliaVideo

Anche il governatore campano Vincenzo De Luca a Sant'Antimo, luogo di nascita di Giulia Tramontano, in occasione della fiaccolata in onore della ragazza 29enne, massacrata dal suo compagno, Alessandro Impagnatiello, insieme al bimbo che teneva in grembo

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Una fiumana di persone in ricordo di Giulia Tramontano. Sant’Antimo, uno dei centri più grandi a nord di Napoli, si stringe alla sua concittadina uccisa a Senago, nel Milanese, dal compagno Alessandro Impagnatiello. Donne e uomini di ogni età, riuniti dal sindaco Massimo Buonanno nella villa comunale Del Rio, si sono incamminati verso via Roma per arrivare fino a piazza della Repubblica. La fiaccolata organizzata dal primo cittadino ha ottenuto tante adesioni, da associazioni e personalità civili e religiose. Un segno tangibile della partecipazione di un’intera comunità scossa dal destino crudele di una figlia di questa terra che ha deciso di emigrare al nord per realizzarsi dal punto di vista professionale.

Giulia Tramontano a Senago pensava di aver trovato anche l’amore. Con il compagno, un giovane barman di un locale di lusso, aveva messo su casa in attesa della nascita del loro primo figlio, Thiago, che sarebbe nato tra due mesi. Un sogno spezzato dall'uomo che a Sant’Antimo era pressoché un fantasma. Nessuno ricorda di averlo visto in paese. Giulia era solita andare in giro da sola per le strade della cittadina napoletana, così come non era mai in compagnia quando incontrava gli storici amici di via Roma. Adesso la comunità tutta, anche le persone che non la conoscevano personalmente, si sono strette attorno a lei.


Il messaggio di vicinanza alla famiglia Tramontano è forte e la fiaccolata dell’amministrazione comunale e il primo atto di una solidarietà diffusa che verrà ribadita nel giorno dei funerali, previsti dopo l’autopsia di domani. Volti segnati dalla sofferenza, teste basse e un silenzio ossequioso. Il sindaco Buonanno aveva chiesto proprio questo nel post pubblicato sul suo profilo Facebook per annunciare la fiaccolata di oggi. “Vi chiedo di partecipare con la sensibilità e la delicatezza che da sempre ci contraddistingue”, aveva scritto e ha ottenuto proprio ciò dai suoi concittadini. Un dolore composto e dignitoso di chi si immedesima in un dramma familiare che potrebbe capitare a chiunque.

L’atmosfera è da brividi. Chi è per strada respira un forte sentimento di unione e fratellanza scoperto proprio in questi giorni di grande sofferenza per l’assurda morte di una ragazza che stava per diventare madre, una donna di questa terra solare e brillante. Qualcuno stenta ancora a crederci. La città si era svegliata con un'altra notizia atroce: l’omicidio di due cognati 20enni e l’arresto del sospettato, il suocero. Alla villa comunale ci sono le associazioni e le scuole del territorio, nonché diversi sindaci dei comuni limitrofi. Bambini e adulti tengono per mano i palloncini rossi e bianchi, oltre alle fiaccole preparate dal Comune, e via Roma è tappezzata di immagini di Giulia Tramontano, omaggio dei commercianti. A metà percorso, all'ingresso dell'abitazione dei genitori di Giulia, che sono ancora a Milano, le autorità presenti si sono fermate per deporre fasci di rose bianche. Il vescovo Angelo Spinillo, con il governatore Vincenzo De Luca e i sindaci al suo fianco, ha voluto esprimere la vicinanza della comunità alla famiglia Tramontano.

Giunti a piazza della Repubblica, il sindaco Buonanno ha annunciato che il centro antiviolenza di Giugliano sarà intitolato a Giulia Tramontano. "Saremo sempre al fianco della famiglia - sottolinea - anche quando si spegneranno i riflettori". Il presidente della Regione Campania De Luca è stato come sempre tranciante. "Il mondo è cambiato - evidenzia - siamo ritornati indietro nel tempo, a un mondo animale. Dobbiamo fermarci e recuperare il ruolo educativo della famiglia. Bisogna cambiare rotta". Il sacerdote Salvatore Coviello, infine, ha letto il messaggio inviato da Milano dai genitori e i fratelli di Giulia che hanno ringraziato la loro comunità per la forte vicinanza espressa negli ultimi giorni.

"Educhiamo i più piccoli a non usare la violenza - dice Chiara Stella Solli, una delle insegnanti della scuola paritaria dell'infanzia 'Il mondo dei bambini' - siamo qui in piazza perché Giulia era la sorella di tutti noi. Una barbarie del genere non può essere accettata".Sulla stessa lunghezza d'onda è l'insegnante della scuola privata La Maiuscola Anella D'Agostino. "Siamo qui perché arrabbiati - dichiara - il femminicidio non si combatte solo con le leggi. Serve una rivoluzione culturale e sentimentale".

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