"Perché non dite nulla?". La Pro Vita smaschera le femministe radicali

A seguito di un'operazione della polizia che ha riscontrato la presenza in un residence di Ravenna di dodici ragazze costrette a prostituirsi, l'Associazione Pro Vita ha affisso manifesti che si scagliano contro il silenzio del mondo del femminismo

I manifesti dell'Associazione Pro Vita & Famiglia apparsi a Ravenna

"Prostituzione, criminalità e violenza in alcune stanze d'albergo a Ravenna. Tutto regolare? Associazioni femministe e sindacaliste, perché non dite nulla?". Queste le frasi che si leggono su alcuni manifesti affissi sul territorio provinciale di Ravenna. Nelle intenzioni dei promotori rappresentano una "stoccata" al mondo femminista, reo a loro avviso di essere rimasto in sostanziale silenzio davanti ai recenti episodi di sfruttamento della prostituzione e di violenze emerse (stando a quanto riportato dalle cronache locali) nel capoluogo ravennate amministrato dal centrosinistra. Si tratta dell'iniziativa dell'Associazione Pro Vita & Famiglia varata nelle scorse ore, che sarà accompagnata da un esposto in procura per sollecitare ulteriormente le forze dell'ordine alle indagini e ad azioni di contrasto al fenomeno.

L'episodio principale al quale l'associazione fa riferimento risale alle scorse settimane, quando la polizia individuò dodici ragazze straniere (prive del permesso di soggiorno) che sarebbero state condotte in Italia e costrette a prostituirsi sulla Riviera Romagnola. A detta della Pro Vita, il residence nel quale le giovani vivevano si trovava peraltro a poche centinaia di metri dalle sede delle sezioni locali delle associazioni femministe e da quelle di alcune sigle sindacali, accusate a quanto pare di non aver espresso una netta presa di posizione di condanna sul tema. Diversamente da quanto avrebbe invece fatto Forza Italia, che tramite il capogruppo in consiglio comunale Alberto Ancarani ha presentato nei giorni scorsi un'interrogazione al sindaco PD Michele De Pascale per chiedere all'amministrazione di far luce sulla vicenda.

La provocazione dell'Associazione

"Siamo stupiti dal clamoroso silenzio che osservano alcune altrimenti loquacissime sigle del mondo radicale femminista e sindacalista locale sul tema della prostituzione a Ravenna. Un fenomeno spesso caratterizzato dalla contiguità ad ambienti malavitosi - l'attacco di Simone Ortolani, Referente del Circolo Territoriale dell’Emilia-Romagna di Pro Vita & Famiglia, espresso in un comunicato - la tutela di queste donne, che vivono in condizioni di degrado, di violenza e di difficoltà e in alcuni casi a poche decine di metri dalle loro sedi, avrebbe meritato una reazione indignata da parte di queste associazioni, e l'attivazione di una pronta e concreta rete di solidarietà per avvicinare coloro che decidessero di cambiare vita: ma anche su questo regna il più stagnante silenzio. Come Pro Vita & Famiglia abbiamo già avviato il lavoro dei nostri legali per presentare un esposto alla Procura perché siano effettuate ulteriori indagini e da oggi è partita una serie di affissioni su tutto il territorio per segnalare all'opinione pubblica questa strana omertà da parte anche di molti partiti politici, anch'essi generalmente assai facili all'indignazione un po' su tutto, ma che su questo tema non proferiscono parola.

Plaudiamo, invece, all'iniziativa dei consiglieri Alvaro Ancisi e Alberto Ancarani che hanno presentato un'interrogazione al sindaco per far luce sulla vicenda delle dodici ragazze trovate dalla polizia in alcune camere d'albergo dedite alla prostituzione, in un contesto di violenza, di cui hanno dato notizia alcuni giornali locali nei mesi scorsi".

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica