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Cronaca nera

Adescata sui social e stuprata: due arresti

In manette un 18enne e un 17enne. L’avevano violentata e abbandonata per strada

“Lo stupro è sesso”: le dichiarazioni choc di tre richiedenti asilo accusati di stupro di gruppo

Una violenza sessuale di gruppo perpetrata da due giovanissimi ai danni di una ragazza fragile, affetta da dipendenza dai social. È quanto si sarebbe consumato il 5 agosto scorso nel Riminese, dove un neodiciottenne e un diciassettenne avrebbero violentato una giovane di sedici anni per poi abbandonarla in strada a pochi passi dalla sua abitazione.

All’alba di ieri, a distanza di tre mesi dallo stupro, i due ragazzi italiani sono stati arrestati dai carabinieri di Riccione - che hanno eseguito altrettante misure cautelari emesse su richieste delle procure della Repubblica di Rimini e dei Minorenni di Bologna. È la sera del 5 agosto quando al centralino del 113 arriva la telefonata della ragazza. È in strada, a pochi passi da casa, disorientata e con addosso i segni della violenza subita. «Mi hanno violentato in due e mi hanno abbandonata qui dopo avermi fatto scendere da una macchina», dice all’operatore che riceve la chiamata. La ragazza viene trasportata in codice rosa, quello che attiva il protocollo anti violenze. A rendere verosimile il suo racconto sono i medici, che durante le visite mettono a referto escoriazioni e lesioni compatibili con una violenza sessuale.

La sedicenne aveva conosciuto i giovani su Instagram: proprio tramite social - dove lei avrebbe caricato sue foto e video con tanto di listino prezzi, ignara dei rischi che avrebbe corso - avevano pattuito prestazioni sessuali a pagamento.

Un dettaglio, non da poco, che ha subito fatto pensare ai militari e al pm titolare del fascicolo Davide Ercolani in via ordinaria (poi affiancato dal pm per i minori Caterina Sallusti), a un caso di prostituzione minorile sul web. E in effetti i social c’entravano eccome. «È un’adolescente molto fragile con un passato non sereno ha spiegato il legale della famiglia Aldo Pancini –, è seguita dai servizi sociali da un anno per un problema di grave dipendenza dai social, di cui soffre». Ed è di questa fragilità che avrebbe abusato chi l’ha adescata su Instagram. Secondo quanto raccontato dalla vittima ai soccorritori, però, una volta in auto con i due l’incontro la ragazza si era rifiutata in preda al panico, chiedendo di essere riportata a casa. Loro avrebbero quindi reagito facendole assumere cannabinoidi, in quantità tali da annullare ogni sua difesa fisica e psichica, prima di violentarla anche con le minacce.

Dopo la dimissione con prognosi di 30 giorni erano partite subito le indagini dei carabinieri per risalire ai due presunti autori. E sono stati incastrati dal Dna (prelevato ad entrambi grazie anche al lavoro del Ris di Parma) e alle telecamere del sistema di videosorveglianza, che hanno immortalato l’auto in corsa dei presunti stupratori nella zona in cui la sedicenne è stata soccorsa. I due ragazzi, difesi dagli avvocati Giulia Gentili del Foro di Pesaro e Alberto Poli del Foro di Treviso, verranno sentiti in interrogatorio di garanzia probabilmente già oggi.

Stanno attendendo la convalida delle misure cautelari in due case circondariali diverse: il 17enne riminese nel carcere minorile di Bologna, il diciottenne di Fano è recluso a Rimini. Per loro l’ipotesi di reato di violenza sessuale di gruppo pluriaggravata.

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