“Sono quello che ha avvisato i nostri amici che erano rimasti a Garlasco”. Andrea Sempio chiarisce così a Quarto Grado come mai sia la sola persona, della cerchia degli amici, avvistata fuori da casa Poggi il giorno del delitto di Garlasco. L’indagato si è prestato a una serie di domande a raffica nel salotto della trasmissione di Rete 4, in compagnia dei suoi legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti.
Ci si è interrogati a partire dallo scontrino di un parcheggio di Vigevano, che Sempio ha presentato per attestare che la mattina del 13 agosto 2007, quando è stata uccisa Chiara Poggi, lui si fosse recato in una libreria che però era chiusa. Sempio ha spiegato che diverse persone sentite all’inizio delle indagini hanno portato qualcosa per attestare il proprio alibi, come scontrini o biglietti di mezzi pubblici: “Mi è capitato di ritrovare in macchina quel biglietto del parcheggio alcuni giorni dopo e l’abbiamo tenuto. È rimasto anche quello del 14, è capitato. Durante le perquisizioni hanno trovato comunque anche altri biglietti del parcheggio con date casuali”. In merito al materiale rinvenuto dagli inquirenti in casa sua, ha spiegato che il biglietto "fatto cose inimmaginabili" si riferisse a una giornata particolarmente caotica.
Il 37enne è stato lapidario sulla discrepanza tra i propri ricordi e quelli del colonnello Gennaro Cassese in merito all’interrogatorio durante il quale sarebbe stato consegnato lo scontrino. E pone lui stesso una domanda: “Come mai dal mio interrogatorio, che è durato 4 ore, escono 2 pagine scarse?”, si chiede, ricordando che, come è emerso, in quei giorni sarebbero stati condotti diversi interrogatori contemporaneamente.
Nell’alibi di Sempio ci sarebbe un luogo a poca distanza da casa Poggi (poco più di mezzo chilometro), ovvero l’abitazione della nonna, raggiunta dopo il suo rientro da Vigevano. L’indagato ridimensiona la questione: “La mia famiglia abita a Garlasco, i miei nonni abitavano a Garlasco, capita che le case possano trovarsi vicine”. Per quanto riguarda invece la possibilità che Sempio possa aver visto il presunto filmino intimo presente sul pc di casa Poggi, smentisce seccamente: “Chiara non faceva parte del nostro mondo”. Analogamente specifica che nei propri device sequestrati, potrebbe trovarsi qualche informazione hot - "per creare il mostro si parlerà anche di quello", teme, sebbene quello che si potrebbe trovare, specifica, è pienamente nella legalità.
Ti interessa l'argomento?
Sempio è infatti indagato per concorso in omicidio con ignoti o con Alberto Stasi. Quest’ultimo è stato condannato in via definitiva nel 2015.
A marzo 2025 però le indagini si sono riaperte, riportando in auge il nome di Sempio, amico del fratello della vittima, Marco Poggi, e già indagato in altre due occasioni ma sempre archiviato. Intanto la difesa di Sempio ha annunciato che chiederà un incidente probatorio sul computer di Stasi.