Una violenta aggressione familiare ha scosso la notte di Caselle, nel Torinese. Una donna di 65 anni lotta tra la vita e la morte dopo essere stata colpita alla testa dal figlio con una pistola sparachiodi. L’uomo, 40 anni, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio.
La telefonata choc al 112
Sono da poco passate le 3 quando l’uomo chiama il numero di emergenza e confessa: "Venite, ho sparato a mia madre. Non ce la facevo più". È lui stesso a chiedere l’intervento dei soccorsi dopo aver colpito la donna, Luciana Cat Berro, all’interno della loro abitazione, una cascina in via Torino 90, dove vivevano insieme da anni. Sul posto arrivano in pochi minuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Venaria Reale e l’ambulanza del 118 di Azienda Zero.
La corsa in ospedale
Le condizioni della donna appaiono subito disperate. I sanitari iniziano le manovre di rianimazione direttamente nell’abitazione, poi il trasferimento urgente all’ospedale Giovanni Bosco di Torino. La 65enne presenta un gravissimo trauma cranico ed è ricoverata in codice rosso, con prognosi riservata.
L’audio inviato prima dell’aggressione
A rendere ancora più inquietante la vicenda è un messaggio vocale inviato dall’uomo a un amico intorno alle 22.00, poche ore prima dell’aggressione. Nell’audio, ora acquisito dagli inquirenti, il quarantenne racconta il suo stato di profondo disagio, parlando apertamente di abuso di alcol e droga e di un clima familiare che definisce insostenibile. "Sono tornato a fare il coglione, a bere, a rischiare il coma etilico, mi sono fatto anche un cannone. C’era una situazione di merda, ero già caduto in basso l’anno scorso in questo periodo qui, mi sono rimesso a posto, ma è un periodo di merda, passerò una settimana ko, ma non mi frega niente, però i miei familiari mi distruggono, in più io stanco e stufo di mia mamma e mia sorella". Si sente nell'audio.
Nel messaggio emergono anche frasi durissime rivolte alla madre e alla sorella, con parole che sembrano anticipare il gesto violento compiuto nella notte. "Mi sono sfogato con un’amica di mia mamma ed è andata a riportargli tutto, gli ha detto “ammazzo mia madre e mia sorella”. Ecco perché ho bevuto"
Una sorta di sfogo disperato, in cui l’uomo ammette di sentirsi sopraffatto e di non riuscire più a gestire la situazione. L’amico che ha ricevuto l’audio ha raccontato di essere rimasto sconvolto. "Sapevo che attraversava un periodo difficile, che in famiglia c’erano tensioni, ma mai avrei immaginato un epilogo simile", ha spiegato. Il messaggio è stato ascoltato anche dagli investigatori ed è ora al centro dell’inchiesta.
Una famiglia segnata da tensioni e solitudine
Il padre dell’uomo era morto da alcuni anni e il quarantenne viveva con la madre. Secondo quanto emerso, i rapporti familiari erano complicati da tempo, segnati da litigi e da una situazione personale fragile, aggravata dall’abuso di sostanze. I carabinieri hanno fermato l’uomo sul posto. Dopo le prime verifiche, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e trasferito nel carcere di Torino.
La compagnia di Venaria Reale sta ora ricostruendo nel dettaglio la dinamica dei fatti e le ore precedenti all’aggressione. Intanto le condizioni della donna restano gravissime. Ricoverata al Giovanni Bosco, è sotto stretta osservazione medica.