"Era drogata". Svolta sul caso di Alice Neri: i sospetti sul tunisino

La morte di Alice Neri è ancora un mistero che s'infittisce man mano che i giorni passano, ma i resti carbonizzati della ragazza hanno rivelato qualcosa di rilevante per le indagini

Un primo piano di Alice Neri
Un primo piano di Alice Neri

I resti di Alice Neri hanno parlato: "Era positiva alla cocaina e all'alcol". La tragica morte della donna trovata carbonizzata all'interno della sua stessa auto, il 18 novembre, è ancora un'incognita per gli inquirenti, ma qualcosa si sta muovendo.

La vicenda

Lo scorso novembre a Concordia, paese situato nella provincia di Modena, una macchina carbonizzata aveva restituito quello che restava della giovane Alice. Da quel momento si è aperta un'indagine piena di lacune e dettagli inquietanti, i pezzi per ricostruire la notte in cui la vittima è deceduta sono ancora pochi e confusi.

Quel che è certo è che all'interno della macabra storia c'è il personaggio di Mohamed Gaaloul, che ammette di essere salito quella sera a bordo della Ford della Neri, accettando un passaggio per tornare a casa. L'aveva incontrato nel parcheggio dello Smart Cafè dove la donna avrebbe precedentemente incontrato un collega per un aperitivo. Dichiarazione confermata dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Cosa sia accaduto dalle 3.40 alle 5.15 circa, però, rimane un mistero. Alice ha incontrato qualcuno?

La positività

Un elemento che potrebbe dare la svolta decisiva è il risultato della analisi tossicologiche effettuate sui pochi campioni di tessuto della giovane mamma di Ravarino. “Positività alla cocaina e all’alcol", ha dichiarato il medico legale, come riporta Il Resto del Carlino. L'esito, dunque, verrà utilizzato per aprire nuove ipotesi.

Pare infatti che Mohamed Gaaloul, in carcere per omicidio volontario e distruzione di cadavere, spacciasse ma "in particolare hashish e marijuana". Gli inquirenti dovranno adesso stabilire se vi è un nesso tra questi due elementi e soprattutto si dovrà chiarire se la donna abbia assunto quella sera stessa le sostanze stupefacenti e, se così fosse, da chi.

Il prossimo febbraio è prevista l’udienza davanti al tribunale del Riesame. L’avvocato Roberto Ghini, difensore di fiducia di Gaaloul ha presentato richiesta di scarcerazione del tunisino, arrestato in Francia lo scorso 14 dicembre. Oltre al cittadino straniero, gli indagati sono il marito della vittima e il collega di lavoro con il quale sembra che la 32enne abbia trascorso l'ultima notte in vita.

Per tutti e tre la Procura ha chiesto l'incidente probatorio. Inoltre, saranno svolti accertamenti irripetibili su reperti ritrovati vicino al cadavere bruciato, con la speranza di dare finalmente un volto all’assassino di Alice Neri.

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