Emergono nuovi e inquietanti particolari sull’uccisione del personal trainer Annibale Carta la sera di lunedì 13 aprile, in via Caracciolo a Foggia, mentre si trovava in strada con il suo cane. L’audio registrato da una telecamera di zona, infatti, potrebbe essere determinante sia per il movente ma anche per il prosieguo delle indagini a caccia del killer.
Cosa si sente nella registrazione
La registrazione audio dove si sentono chiaramente le parole di due uomini che stanno avendo un acceso diverbio, è stata mandata in onda nel corso della trasmissione tv “Ore 14”, su Rai Due, e riguarderebbe proprio Carta con il suo assassino. Nel dettaglio, si tratta di uno scambio di frasi con il personal trainer che afferma “No, non ti vengo a disturbare mai più, te lo giuro”.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’intera vicenda cercando di comprendere, quindi, il peso di quelle parole. È probabile che Carta conoscesse chi lo hai poi freddato e a un litigio che potrebbe essere legato, chissà, al cane che aveva con sé. Non viene esclusa, però, nessuna pista come quella legata a vecchie ruggini ma anche altre questioni.
La tensione che si sente nell’audio aumenta. In un altro momento mandato in onda, si sente dire: “Capisci, se cambi idea ti ammazzo?” e, subito dopo, la reazione sbigottita di Carta. “Ma che fai? Mi spari?”. A quel punto c’è un breve momento di silenzio prima dei quattro spari.
Le parole del procuratore
Sulle frasi registrate dall’audio di una telecamera nei pressi dell’area ha detto la sua Enrico Infante, procuratore capo di Foggia, che indica cautela perché c’è ancora molto lavoro da fare. “C'è un audio andato in onda questo pomeriggio in tv, di cui non abbiamo parlato noi. È facile mandarlo in onda e commentarlo ma banalmente abbiamo bisogno, ad esempio, di una consulenza fonica per capire le voci. Questo vale anche per filmati o video analoghi”, spiega al Corriere sottolineando l’importanza di ulteriore verifiche e riscontri. “Purtroppo, mi rendo conto, i tempi delle investigazioni non sono quelli di una opinione pubblica allarmata e anche dei media che sono preoccupati e che vorrebbero avere risposte in tempo reale ma questo purtroppo non può essere. L'impegno è massimo.
Tutti avvertono – conclude Infante - la peculiarità e la drammaticità di questo caso, una persona normale e perbene uccisa sotto casa sua. Comprendo benissimo la preoccupazione dell'opinione pubblica e la dinamica dei mezzi di informazione”.