Chi è la coppia che ha aiutato Barreca nella strage di Palermo

Sono due fanatici religiosi, Sabrina Fina e Massimo Carandente, i due fermati ieri sera insieme con Giovanni Barreca, per il triplice omicidio di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. Avrebbero partecipato all'omicidio della moglie e dei due figli di Barreca

Chi è la coppia che ha aiutato Barreca nella strage di Palermo
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Sono Massimo Carandente e la convivente Sabrina Fina, entrambi di Palermo, le due persone fermate dalla procura di Termini Imerese con l'accusa di omicidio plurimo e soppressione di cadavere per la strage di Altavilla Milicia. Giovanni Barreca, 54 anni, ha ucciso la moglie Antonella Salomone, 31 anni, e i figli di 5 e 16 anni. Secondo la ricostruzione dei carabinieri Barreca, Carandente e Fina si sarebbero conosciuti in una chiesa evangelica. Erano tutti fanatici religiosi. Carandente e Fina lavoravano come promoter di prodotti per il benessere e mental life coach. Barreca invece, era un imbianchino con gravi problemi economici. Il triplice omicidio sarebbe maturato nel contesto del fanatismo religioso di cui però ancora si cerca di ricostruire l'esatta dinamica della strage. Barreca sui social si definiva 'soldato di Dio".

"Liberare la casa dal demonio"


Barreca avrebbe infatti detto agli inquirenti, che doveva "liberare" la sua casa e suoi familiari dalla presenza del demonio. Da quanto emerso dalle indagini - anche sentendo la terza figlia diciassettenne, risparmiati dal padre ma trovata in stato confusionale domenica mattina - nella casa di Altavilla sarebbe stato eseguito anche un rito esorcistico. Carandente e Fina avrebbero - hanno ricostruito i carabinieri - istigato Barreca a commettere il triplice delitto e tenevano insieme incontri privati di preghiera e di letture delle Scritture. Ecco perché il loro ruolo sarebbe stato attivo nella strage. È stata la figlia 17enne, l'unica superstite, a sussurrare ai Carabinieri che il padre voleva fare "un esorcismo" nei confronti dei sui familiari per "liberarli dal demonio".

La prima notte in carcere


Dopo una giornata di interrogatori gli inquirenti hanno ottenuto elementi sufficienti a richiede la custodia cautelare. Il fermo, disposto dalla procura di Termini Imerese guidata da Ambrogio Cartosio, è stato eseguito ieri in tarda sera e gli indagati sono stati trasferiti al carcere di Pagliarelli, dove hanno trascorso la prima notte.

La rabbia sui social


Sui social esplode la rabbia nei confronti di Giovanni Barreca: "Dillo adesso a Dio cosa hai fatto... Tu non sei degno di nominare Dio! Sei lo schifo del mondo! Una creatura demoniaca! Sei il figlio di Satana, no di Dio! Maledetto, che tu sia maledetto!!!!". "Sei tu l'unico posseduto, malato mentale… non hai avuto neppure le palle di ammazzarti", "Facevano bene i romani quando mettevano in croce i falliti inferiori come te o li facevano sbranare nelle arene dalle bestie feroci. Prega che non ti incontri mai per strada perché poi sono ca... tuoi, pezzo di m...

". . Si legge in alcuni commenti. "Quanto vorrei incontrarti per strada così da farti pregare veramente, pezzo di me... e coso inutile della società. Dovrebbero togliere tutti i diritti umani agli inferiori come te"

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