Leggi il settimanale

"I Moretti comprarono una Maserati con i fondi Covid". Leonardo Bove è arrivato a Milano

In passato la coppia sarebbe stata al centro di due indagini: una sui fondi Covid e l'altra in cui è intervenuto l'ispettorato del lavoro per presunte irregolarità riguardanti i dipendenti del bar Le Constellation

L'arrivo dei coniugi Moretti in procura a Sion
L'arrivo dei coniugi Moretti in procura a Sion
00:00 00:00

In passato i coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana, dove 40 persone sono morte per l'incendio nella notte di Capodanno, sarebbero già finiti sotto la lente degli inquirenti. Secondo quanto riportano i quotidiani svizzeri Matin Dimanche e la SonntagsZeitung, a carico della coppia risulterebbero altre due precedenti indagini: una penale nel 2020 sui fondi Covid e l'altra avviata dall'ispettorato del lavoro nel 2022. Nel primo caso, marito e moglie erano stati accusati di aver utilizzato parte del prestito che avevano ottenuto durante l'emergenza Covid, circa 75mila euro in totale, per l'acquisto di una Maserati, successivamente rivenduta al padre di Jacques. La vicenda si era poi conclusa con un non luogo a procedere. Nel secondo caso, invece, era intervenuto l'ispettorato del lavoro a seguito di alcune segnalazioni da parte dei dipendenti del locale per presunte irregolarità, come turni non rispettati e lavoro notturno non pagato.

L'inchiesta sulla strage di Crans-Montana

Intanto si allarga l'inchiesta sulla strage al bar Le Constellation, che al momento vede indagati i coniugi Moretti con l'ipotesi di reato per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo (entrambi da venerdì sono destinatari di misure cautelari). Come apprende l'Ansa da fonti investigative, oltre alle presunte responsabilità dei due titolari del bar, gli inquirenti intendono fare chiarezza sull'eventuale ruolo delle istituzioni. Soprattutto sul comune della località sciistica per i mancati controlli riguardanti la sicurezza nel bar-discoteca e il Cantone del Vallese, titolare della competenza legislativa sulla protezione contro gli incendi. "Sui controlli c'è stata una mancanza, non li abbiamo fatti e ammettiamo di non averli fatti e ci prendiamo la responsabilità per questa mancanza, ma sarà l'inchiesta a dirlo, adesso non abbiamo ancora le vere risposte", ha ammesso la vice sindaca di Crans-Montana Nicole Bonvin Clivaz. L'inchiesta "durerà molto, - ha aggiunto - ci sono ancora molte cose da trovare e da dire, ora abbiamo recuperato tutto dagli archivi e abbiamo cercato di comprendere al meglio, abbiamo consegnato tutti i documenti, dobbiamo capire che in qualche ora abbiamo dovuto ricostruire 60 anni di storia e credo che l'abbiamo fatto con serietà e con la volontà di essere trasparenti". Quanto alle mancate scuse alle vittime da parte del sindaco Nicolas Féraud, Clivaz ha puntualizzato "che non ci sono scuse".

Leonardo Bove è stato trasferito da Zurigo a Milano

Quanto alla situazione dei feriti - 116 in totale, 11 dei quali italiani - è stato trasferito a Milano da Zurigo anche Leonardo Bove, il 16enne milanese rimasto coinvolto nel rogo. Il giovane ha ustioni su oltre il 50% del corpo e danni causati dall'inalazione di fumi velenosi. Sale così a 12 il numero dei pazienti ricoverati a Niguarda: ciascuno di loro è considerato in condizioni gravi ed è in prognosi riservata.

L'arrivo del 16enne era stato annunciato nel pomeriggio dall'assessore regionale al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso: "Abbiamo avuto l’ok dai medici svizzeri al trasferimento e le condizioni meteo ci offrono una finestra utile per il viaggio", ha spiegato Bertolaso. L’elicottero di Areu della base di Bergamo, con l’equipe sanitaria a bordo, è partito per Zurigo per rientrare al Niguarda in serata.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica