Nella mente di un predatore sessuale: "Vi dico perché Simone Borgese ha parlato di raptus"

L'uomo si trova agli arresti domiciliari per aver stuprato una studentessa di 22 anni lo scorso 8 maggio. Nel 2015 violentò una tassista e nel 2014 molestò sessualmente una ragazza di 17 anni. È sospettato di altri due casi

Nella mente di un predatore sessuale: "Vi dico perché Simone Borgese ha parlato di raptus"

"Mi ha preso un raptus". Fu così che Simone Borgese giustificò lo stupro di una tassista romana nel 2015, aggressione per la quale venne condannato a 7 anni e mezzo di carcere. L’anno precedente, ma si scoprì solo più tardi, aveva molestato sessualmente una ragazzina di 17 anni all’interno di un ascensore. Altra accusa, nuova condanna: 2 anni e 10 mesi di reclusione.

Due giorni fa, il 39enne è stato arrestato di nuovo. Secondo gli investigatori della Squadra Mobile, lo scorso 8 maggio, Borgese avrebbe abusato di una studentessa 22enne dopo averla convinta con una scusa a salire nella sua auto. Il gip Maddalena Cipriani, nonostante i precedenti specifici, ha optato per la misura dei domiciliari ritenendo insussistente il pericolo di inquinamento delle prove e di fuga. Ciononostante non si esclude l’ipotesi che possa trattarsi di un predatore seriale: è sospettato di altri due episodi. "Gli anger-retaliatory sono soggetti irascibili che di solito commettono gli stupri in seguito ad un contrasto con una delle donne della loro vita mossi da un impulso incontrollabile dovuto ad un accumulo di rabbia", spiega alla redazione del Giornale la dottoressa Ursula Franco, medico chirurgo, criminologo ed esperto di Statement Analysis, una tecnica di analisi di interviste e interrogatori.

Dottoressa Franco, da un punto di vista criminologico, chi è un predatore sessuale?

"Non esiste un solo tipo di predatore sessuale, ne esistono 4 categorie: power reassurance, power assertive, anger retaliatory e anger excitation. I predatori sessuali si differenziano sulla base di ciò che li spinge a commettere il reato".

Qual è il meccanismo psicologico che induce una persona, generalmente di sesso maschile, ad aggredire una o più donne?

"Nell’81% dei casi ciò che spinge gli autori delle violenze è il desiderio di incrementare la propria autostima (power reassurance), nel 12% è un desiderio di affermazione (power assertive), nel 5% è la rabbia e il desiderio di rappresaglia (anger retaliatory) e nel 2% il desiderio di soddisfare i propri istinti sadici (anger excitation)".

Da che cosa è determinata la serialità?

"La serialità è una caratteristica dell’essere umano, siamo tutti seriali, alcuni di noi lo sono con implicazioni criminali".

Quali sono i criteri in base ai quali l'aggressore seriale sceglie le proprie vittime?

"I criteri variano in base alle caratteristiche dell’aggressore".

Cioè?

"I power-reassurance, che sono dei solitari con bassa autostima, scelgono le vittime di età simile alla propria sul tragitto tra la propria casa e il lavoro, le seguono, le spiano dalla finestra e poi penetrano nelle loro case. Mediamente commettono le violenze ad intervalli di una o due settimane, tra la mezzanotte e le 5 del mattino".

Chi sono le loro vittime?

"Le loro vittime sono in genere studentesse o ragazze madri con le quali fantasticano di avere un appuntamento e che le stesse traggano piacere dal rapporto sessuale che immaginano consensuale. Sono gli unici che reiterano il reato con la solita vittima. A volte la contattano dopo le violenze per informarsi sulle sue condizioni. Raccolgono 'souvenir' dalla scena e tengono un diario, lo fanno per rivivere in seguito la violenza. Sono i meno violenti".

Cosa ci può dire invece dei power assertive?

"I power assertive, che si ritengono esseri superiori in diritto di agire violenza sulle donne per convalidare la propria mascolinità, scelgono le proprie vittime, di età e razza sovrapponibile alla propria, a debita distanza dalla propria casa e dal luogo di lavoro, le approcciano con una scusa e poi le attaccano con violenza. Commettono generalmente le violenze in un orario che va dalle 19.00 all’una di notte e ogni 20/25 giorni".

E gli anger-retaliatory?

"Gli anger-retaliatory sono soggetti irascibili che di solito commettono gli stupri in seguito ad un contrasto con una delle donne della loro vita mossi da un impulso incontrollabile dovuto ad un accumulo di rabbia. Aggrediscono le loro vittime sia verbalmente che fisicamente e possono arrivare ad uccidere. Attaccano all’improvviso con poca premeditazione. Il fine non è l’atto sessuale. Il fine è ferire e degradare la propria vittima".

Altre caratteristiche?

"Caratteristiche comuni a questo tipo di stupratori sono un passato di abusi psicofisici in famiglia, genitori divorziati, relazioni superficiali con l’altro sesso, matrimonio condito da relazioni extraconiugali, profondo odio nei confronti del sesso debole, desiderio di punire, umiliare e far male alle donne cui attribuiscono la colpa di tutte le ingiustizie da loro subite nella vita, temperamento impulsivo, facilità nel raccontare menzogne".

E poi?

"Le caratteristiche delle loro aggressioni, oltre all’assenza o quasi di premeditazione, sono l’aggressività verbale oltre a quella fisica e l’uso di una forza fisica di gran lunga superiore a quella necessaria per mettere in atto una violenza sessuale. La frequenza degli attacchi è generalmente semestrale o annuale. Le vittime sono coetanee o un po’ più anziane dei loro aggressori e non sono altro che un surrogato, una rappresentazione della donna che ha prodotto nello stupratore un desiderio di vendetta ed un profondo senso di inadeguatezza".

Che conseguenze ci sono per le vittime/sopravvissute?

"Alla fine dell’assalto la vittima di questo tipo di stupratori presenta gravi lesioni al volto e ai genitali. Questo tipo di stupratori sono estremamente pericolosi e possono trasformarsi in serial killer, in anger- retaliatory sexual murderers, coem Arthur Shawcross Genesee, 'the Rochester strangler’ e Johann Jack Unterweger, 'Jack the writer'".

Cosa fanno invece gli anger exitation?

"Infine, gli anger exitation sono i cosiddetti sadici sessuali che raggiungono la propria soddisfazione sessuale torturando le proprie vittime. Sono soggetti con fantasie profonde e complesse capaci di pianificare per mesi o anni il crimine che intendono compiere. Sono generalmente uomini di circa 30/40 anni con famiglia. Raggiungono le proprie vittime in auto e le conducono in un luogo appartato dove si sentono al sicuro, spesso portano con sé un ‘kit per lo stupro’. Stiamo parlando di soggetti come Danilo Restivo e Massimo Giuseppe Bossetti".

Spesso i predatori sessuali giustificano l’aggressione parlando di "raptus". Lei cosa pensa al riguardo?

"Nel caso degli anger

retaliatory, soggetti che quasi non hanno fantasie relative alle violenze, si può parlare volgarmente di raptus. Si veda il caso di Simone Borgese. Non solo recentemente ma anche nel 2015 Borgese parlò di 'raptus' ed è così".

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