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A Niguarda due milanesi dalla Svizzera

Sono arrivati alle 19 in elicottero, hanno 16 anni e ustioni sul 40 per cento del corpo

A Niguarda due milanesi dalla Svizzera
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È atterrato poco prima delle 19 all'ospedale di Niguarda l'elicottero che trasporta il primo di tre feriti italiani coinvolti nell'incendio divampato nel bar «Le Constellation» di Crans Montana in Svizzera la notte di Capodanno. Le condizioni del 16enne sarebbero serie, ma non tali da impedire il trasporto fino a Milano: il ragazzo riporta ustioni sul 40 per cento del corpo, ma non molto profonde, è stato intubato per il trasporto e per la notte, ma già oggi potrebbe ricominciare a respirare in autonomia. «Il problema - spiega l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso - non è solo il livello di ustioni riportate sul corpo, ma anche la quantità di fumo e sostanza tossiche che i feriti hanno inalato nell'incendio». Un coetaneo, anche lui milanese, è arrivato in serata al Grande Ospedale Metropolitano, unico in Lombardia dotato del Centro Ustioni, sempre in elicottero: «ripota ustioni più profonde e probabilmente - riferisce il primario del Centro Ustioni Franz Wilhelm Baruffaldi Preis- rimarrà qualche giorno in terapia intensiva». In serata la giovane donna di 29 anni, arrivata intubata e con ustioni stimate tra il 30 e il 40 per cento del corpo, è stata operata alla mano per permettere un maggior afflusso di sangue. «Ci sono poi - ha spiegato l'assessore Bertolaso - altri due giovani italiani gravissimi, ai quali terremo molto dare noi l'assistenza, ma al momento, ricoverati a Zurigo e a Berna, non sono trasportabili».

Ai tre pazienti, arrivati a circa mezz'ora di distanza, «è stata fatta la medicazione e la valutazione nella shock room in Pronto soccorso perché era importante per noi valutare subito il livello di gravità sia delle ustioni, sia di eventuali traumi che potevano in qualche modo compromettere la situazione» ha spiegato Filippo Galbiati, direttore del Pronto soccorso.

«Abbiamo richiamato tutto il personale del Centro Ustioni di Niguarda e liberato 18 posti letto per eventuali ulteriori necessità» riferisce Bertolaso, spiegando che «abbiamo mandato i nostri elicotteri del soccorso di Areu, con il supporto anche di un elicottero del Piemonte» a prendere i primi tre feriti che erano ricoverati all'ospedale di Sion che sono stati trasferiti dopo una valutazione congiunta dei sanitari svizzeri e italiani. «Ci sono altri italiani nei diversi ospedali della Svizzera: insieme al capo della Protezione civile Nazionale Fabio Ciciliano abbiamo deciso di mandare un nostro team di esperti di ustioni. Dovrebbero partire durante la notte, gireranno tutti gli ospedali della Svizzera per controllare le condizioni dei nostri connazionali ricoverati nei nostri ospedali».

Nella notte sono partiti per la Svizzera anche un team di psicologi per assistere i parenti e i genitori dei ragazzi italiani ricoverati e di quelli di cui purtroppo non si hanno notizie.

Il Centro Ustioni di Niguarda è un riferimento nazionale per il trattamento delle ustioni gravi e delle patologie correlate. Ristrutturato a fine maggio dispone di 12 letti, anche se si è riusciti a mettere a disposizione 18 posti per l'emergenza svizzera. Dei 12 letti 5 sono attrezzati per l'assistenza di terapia intensiva, con possibilità di isolamento per la gestione di pazienti estremamente complessi. Può contare su 12 tra medici e chirurghi plastici, 5 rianimatori dedicati, 30 infermieri oltre a fisioterapisti e riabilitatori, attivi 24 ore su 24 e per 365 giorni l'anno. È affiancato dalla Banca dei Tessuti e Terapia Tissutale, dove avvengono il prelievo (dal paziente stesso) e la lavorazione per ottenere innesti utilizzati per coprire la superficie corporea, e dai percorsi ambulatoriali di Chirurgia Plastica che si occupano di trattare gli esiti delle lesioni da ustione.

«Dalle prime ore del mattino è stato attivato il piano di maxi emergenze lombardo - sottolinea il presidente della Regione Attilio Fontana - Seguiamo la situazione a stretto contatto con le autorità svizzere. Un ringraziamento va alle donne e agli uomini impegnati nei soccorsi e in ospedale».

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