Cronaca nera

Omicidio di Aosta, chiesta l'estradizione per il 21enne italo-egiziano

La procedura è già stata avviata. Il giovane è stato messo in custodia cautelare in Francia, dove è stato arrestato. Secondo gli inquirenti italiani è "gravemente indiziato" dell'omicidio avvenuto a La Salle, in Valle d'Aosta

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È stata avviata la procedura che potrebbe portare all'estradizione di Teima Sohaib, il 21enne italo-egiziano "gravemente indiziato" dell'omicidio di Auriane Nathalie Laisne, la ragazza francese trovata senza vita nella chiesa diroccata di Equilivaz, una frazione di La Salle in Valle d'Aosta, lo scorso 5 aprile. Il giovane, fermato a Lione dalla Gendarmerie mercoledì sera, è già sotto processo in Francia con l'accusa di violenza domestica e minacce nei confronti della stessa vittima del femminicidio.

La richiesta di estradizione

Secondo quanto riportano i media francesi, Teima Sohaib comparirà davanti ai giudici della chambre de l'instruction della Corte d'appello di Grenoble il 18 aprile (giovedì prossimo). I magistrati dovranno esprimersi sulla consegna del ragazzo, nato a Fermo (Marche) ma di origini egiziane, all'Italia. Ieri è stato raggiunto dal mandato di arresto europeo spiccato dall'Italia e messo in custodia cautelare "ai fini dell'estradizione", ha puntualizzato il procuratore di Grenoble Èric Vaillant.

L'avvocato di Teima Sohaib: "Non ha il profilo di un delinquente"

Sohaib era stato fermato dalla Gendarmerie nella serata di mercoledì per violazione del controllo giudiziario a cui era sottoposto dal 13 gennaio, dopo la denuncia per violenza domestica e minacce "volte a ritirare la querela", precisano i giornali francesi, nei confronti della giovane Auriane. Per queste accuse è stato rinviato a giudizio immediato e già era stata fissata un'udienza davanti al Tribunale di Grenoble per il prossimo 3 maggio. "Non ha precedenti penali ed è venuto in Francia per studiare. Non ha un profilo da delinquente", ha raccontato il legale del 21enne a Le Dauphiné Libéré. "Dobbiamo dividere i due casi. - ha proseguito l'avvocato - C'è quello della Valle d'Aosta, per il quale non abbiamo che gli elementi diffusi dalla stampa, e quello per il quale dovrà essere giudicato il prossimo 3 maggio. Il mio timore è che il tribunale penale di Grenoble assuma le sembianze di una Corte d'Assise". E infine: "L'ombra della Valle d'Aosta non deve arrivare su questa udienza, sulla serenità del dibattito, sulla sua presunzione di innocenza e perché, fino ad ora, pochi elementi del procedimento italiano sono arrivati fino a noi".

L'omicidio e l'ipotesi delle aggravanti

Secondo gli investigatori italiani, l'omicidio è avvenuto "verosimilmente" nella stessa chiesa in cui è stato trovato il cadavere della ragazza. Gli inquirenti ritengono plausibile l'ipotesi della premeditazione: "Ci sono elementi che vanno in questa direzione. Si tratta di una contestazione provvisoria", ha precisato il procuratore capo di Aosta Luca Ceccanti durante la conferenza stampa di ieri pomeriggio. Dopo l'aggressione mortale, il presunto assassino "ha ricomposto il corpo della vittima, mettendola in una posizione fetale, con una pietra dietro la schiena per non farla rotolare sul lato.

- hanno spiegato i carabinieri - La sua intenzione era di farla trovare come se fosse morta dormendo ma gli elementi successivi hanno detto che era stata uccisa". L'arma del delitto non è stata ancora ritrovata.

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