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La Pasqua di Askatasuna. Blitz in Val di Susa, assaltati i cantieri Tav

All’alba scontri tra antagonisti e polizia, che aziona gli idranti

La Pasqua di Askatasuna. Blitz in Val di Susa, assaltati i cantieri Tav
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«Fuori le truppe di occupazione». È lo slogan scandito dagli antagonisti nelle nuove manifestazioni No Tav in Val di Susa (nella foto). Con il ritorno del bel tempo, infatti, sono tornati anche gli attivisti contro la linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione, che hanno costretto le forze dell'ordine ad attivare gli idranti per tenerli lontani dai cantieri. Approfittando del week end di Pasqua, il collettivo Ksa di Torino (legato a doppio filo con il centro sociale Askatasuna), insieme ad altre realtà del territorio come il collettivo No Tav, ha organizzato un campeggio studentesco in Val di Susa con tanto di «Pasquetta anti-specista».

Da sabato 4 aprile a ieri, 6 aprile, è stata una tre giorni che, ogni sera, ha visto gli antagonisti effettuare «battiture» e cori contro la polizia schierata a tutela del sito, con anche tentativi di assalto, fermati dagli agenti con i getti d'acqua. Gli studenti si sono dati appuntamento al campo sportivo di Giaglione, piccolo comune in Alta Val di Susa, e nella giornata di domenica, prima di trasferirsi al presidio di San Giuliano, hanno effettuato anche attività di formazione. Non è noto quali siano stati i temi in questa sessione formativa No Tav, e nemmeno chi l'abbia tenuta. Il movimento è composto da tantissimi giovani indottrinati tra collettivi e centri sociali, ma anche da soggetti storici della lotta contro l'alta velocità, che diventano mentori e maestri per le nuove leve che giocano a fare i rivoluzionari. Anche nelle scuole si ospitano spesso esponenti storici per «lezioni» sul perché sia giusto combattere l'AV. Ieri è stata organizzata anche una «passeggiata informativa ai cantieri della devastazione della piana di Susa», come si legge dal programma, non prima di aver apparecchiato una grigliata rigorosamente vegana: «Al bar ci pensiamo noi».

«C'eravamo e ci saremo», si legge in una delle pubblicazioni relative alle attività nei cantieri durante questo campeggio. In questi giorni in Valle si sono viste scene ben note, si sono uditi i cori conosciuti e si sono viste le azioni che da decenni accompagnano le proteste. D'altronde, la Val di Susa è da tempo la palestra degli antagonisti, che qui si «allenano» per portare poi la guerriglia in città, soprattutto a Torino. «C'è la possibilità di tenere il fiato sul collo, in modo che sia lo stesso fiato sul collo che si tiene sulle montagne della Val Susa, ai cantieri, e penso che ci siano i margini anche nella zona di Vanchiglia, la zona dell'Askatasuna, per poter lavorare ad un logoramento dello schieramento avversario», disse uno dei leader di Askatsuna a dicembre. Il fil rouge ricorrente, a parte la violenza, è l'insulto alle forze dell'ordine, «buonanotte pezzi di m...», rivolto a uomini e donne in divisa che da anni vengono vessati da gruppetti formati per lo più da ragazzini annoiati a cui è stato fatto credere di poter fare tutto senza però avere conseguenze.

Per la giornata di domani, mercoledì 8 aprile, presso la sala consiliare del Comune di Almese, che organizza l'appuntamento, è in programma un'assemblea popolare con tema Tav per la tratta da Avigliana a Orbassano.

Si tratta di un incontro, come si legge nella stessa locandina, «per capire cosa sta accadendo e costruire azioni di lotta insieme». Nella descrizione dell'assemblea si legge ancora: «Mobilitiamoci tutti per contrastare un'opera inutile e dannosa. Il Tav avanza solo se restiamo fermi. Noi non lo saremo».

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