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Strage di Erba, le nuove piste choc delle Iene

Un sottufficiale dell'Arma che ha partecipato alle indagini (poi suicida) sarebbe in affari con alcuni spacciatori. Lo scontrino che incastra Olindo e Rosa sarebbe falso, i due erano in via Diaz alle 21.30

Strage di Erba, le nuove piste choc delle Iene
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Tutto sbagliato, tutto da rifare. La puntata delle Iene di stasera dal titolo «Colpevoli davvero?» rischia di riscrivere ancora una volta la vicenda della Strage di Erba, la mattanza in cui persero la vita quattro persone tra cui un bambino. Dopo la denuncia dell’ex sostituto Pg di Milano Cuno Tarfusser, che ha accusato la Corte d’Appello di Brescia e la Cassazione di aver cassato la richiesta di revisione del processo (avanzata anche da lui) con una serie di falsità ideologiche e materiali, la Iena Max Andreetta e l’autore Francesco Priano hanno raccolto testimonianze e prove inedite che riscrivono i momenti successivi alla mattanza nella corte di via Diaz a Brescia.

Il sospetto di Tarfusser che ai coniugi sia stata ingiustamente negata la possibilità di dimostrare la propria innocenza avrebbe così altre spiegazioni plausibili. Ci sarebbero prove che collocherebbero Rosa e Olindo tra le 21.30 e le 21.45 nel luogo della strage, quando secondo le ricostruzioni processuali, avrebbero dovuto essere a cena al McDonald’s di Como. Lo scontrino di quella cena (mai repertato a verbale eppure a lungo considerato prova del fatto che l’alibi dei coniugi fosse falso) diventerebbe così un elemento che dimostrerebbe la loro innocenza.

Torna in pista anche la pista del regolamento di conti dentro lo spaccio di droga della zona, conteso tra i tunisini legati ad Azouz Marzouk (padre e marito di due delle vittime) e gli albanesi legati alla ’ndrangheta. Ne parla Abdi Kais, tunisino che all’epoca della strage era attivo nelle piazze di spaccio locali come membro del gruppo dei fratelli Marzouk ma la cui testimonianza non è stata giudicata valida per riaprire il processo. Il tunisino parla del possibile coinvolgimento nella compravendita di stupefacenti dei famigliari di alcuni membri delle istituzioni e delle forze dell’ordine collegate alle indagini sulla strage di Erba, una circostanza confermata all’inviato delle Iene anche da altre persone.
I riflettori si accenderano su Luca Nesti, ai tempi vice del maresciallo Luciano Gallorini nella caserma di Erba. Nesti fu trovato morto in un bosco del Lecchese nel maggio del 2023, a poco più di un mese dalla notizia della possibile riapertura del caso. Secondo questa fonte, il militare avrebbe frequentato i consumatori e spacciatori di droga locali, e in più di un’occasione avrebbe sottratto dosi di cocaina trovate nel corso dei sequestri, per poi cederle a terzi.


Rivelazioni che - se confermate - getterebbero un’ombra sul suo operato, e che la trasmissione ritiene vadano approfondite dagli inquirenti, come una circostanza ancor più inquietante, verificatasi dopo la sua morte: nella cantina della sua casa sarebbero stati conservati diversi panetti di hashish e un borsone contenente presunte prove di reato, fra cui un coltello, e diversi fascicoli. Nesti avrebbe chiesto a un famigliare di distruggerli nel caso in cui gli fosse accaduto qualcosa, ma quel materiale, come si scoprirà nella puntata di stasera, toccherà un’altra sorte.

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