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"Suicidio", ma gli organi sono spariti. Il mistero della chef morta sulla crociera Disney

La famiglia di Gessica Disertore si oppone all’archiviazione delle indagini per suicidio: la giovane lavorava in una crociera Disney ed è stata trovata morta, ma molte cose non tornano

"Suicidio", ma gli organi sono spariti. Il mistero della chef morta sulla crociera Disney

C’è un mistero dietro alla morte di Gessica Disertore, 27enne di Triggiano in provincia di Bari, trovata morta nella sua cabina, mentre lavorava come chef e pasticcera su una crociera Disney. Ci sono due indagini e due autopsie, ma entrambe sembrano orientate verso l’ipotesi suicidiaria, un’ipotesi incomprensibile da parte della famiglia della giovane, che si oppone all’archiviazione.

“Era felicissima perché si trovava immersa nel mondo della Disney”, ha raccontato infatti la cognata Marika Calabrese a “Chi l’ha visto?”.

Gessica Disertore si era imbarcata quindi per lavoro il 5 agosto 2023 sulla Disney Cruise Fantasy, che naviga nel Mar dei Caraibi tra la Florida e Portorico. Viene trovata morta il 27 settembre successivo e il giorno dopo la salma viene sbarcata a Portorico, dove la famiglia accorre per il riconoscimento. E qui c’è la prima anomalia: i famigliari non vedono il corpo, ma una foto, che tra l’altro non viene inviata in Italia con il resto del materiale probatorio.

“Stava piena di lividi, segni sulla fronte, tre tagli sul labbro”, dice il padre Michele Disertore. La mamma Patrizia Zonno è ancor più diretta al punto: “Non si sarebbe mai suicidata, per nessun motivo al mondo”.

Partono due inchieste, una a Portorico e l’altra a Bari. Gessica si sarebbe tolta la vita, impiccandosi a una mensola tra il letto e il bagno della cabina. Tuttavia in tutte le foto scattate dagli inquirenti, il corpo è a terra, con la testa rivolta verso la porta. Indossa solo biancheria intima e tra i piedi c’è un brick di acqua di cocco. La sua giacca da chef è incastrata nella porta del bagno. Gli occhiali, che Gessica posava sempre aperti, sono chiusi sulla scrivania. Lo smartphone è in carica. Nella cabina viene ritrovata anche una divisa bianca maschile. Quindi altri input misteriosi provengono dalla scena del crimine, ma non finisce qui.

Viene effettuata una prima autopsia a Portorico, ma la salma viene spedita imbalsamata e con gli organi del collo mancanti, in barba ai divieti. “Le normative internazionali prevedono una seconda autopsia nel Paese d’origine”, ricorda la legale della famiglia Disertore Mariatiziana Rutigliani.

Intanto anche a Bari viene effettuata, per quanto possibile, un’autopsia, che conclude che la causa della morte sia da rintracciare in un’“asfissia primitiva, meccanica e violenta, secondaria a impiccamento”. A giugno 2025 giungono in Italia i risultati dell’autopsia a Portorico, che riportano delle ferite incompatibili con un’azione suicidiaria, come un’abrasione zona lombare, la contusione di un gluteo, di una gamba e dei piedi.

Non c’è neppure la rottura dell’osso ioide, presente nei casi di impiccagione, tuttavia nel corpo viene riscontrata una quantità molto elevata di Fentanyl, ben 9.6 nanogrammi: in altre parole, un farmaco mortale già nella quantità di 3 nanogrammi, e che può portare a soffocamento, era in massiccia quantità nel corpo di una giovane che non aveva neppure mai fumato una sigaretta. Nell’autopsia italiana questo non era stato riscontrato, ma in effetti gli inquirenti si erano concentrati su droghe più comuni, come cannabis e allucinogeni, non era stato cercato il farmaco specifico.

Ci sono poi le immagini delle telecamere di videosorveglianza della nave. Dopo essere rientrata dal lavoro, il 27 agosto alle 00.40 Gessica Disertore si reca nel bar frequentato dallo staff della crociera, e viene raggiunta una mezz’ora dopo da un sottufficiale che stava frequentando: pare che i due non avessero una vera storia d’amore, ma che fosse più un gioco, come ha testimoniato lui ma anche le amiche di lei. Il sottufficiale alle 2.04 va via con un’altra ragazza argentina e rientra nella propria cabina, dove un minuto dopo viene raggiunto da Gessica, la quale lo chiama 3 volte, gli manda dei messaggi e bussa 6 volte, senza ricevere risposta.

Così Gessica Disertore alle 2.16 inizia il percorso per rientrare in cabina, dove giunge quattro minuti più tardi. E mentre lo fa invia un messaggio al fratello con emoji esilarate. Non c’è niente che faccia presagire il “crollo psicotico” che le indagini le avrebbero attribuito. Viene ritrovata dalla compagna di cabina, originaria di Trininad, alle 5.34, ma alle 3 il sottufficiale le avrebbe inviato dei messaggi che Gessica non avrebbe mai letto. Lui racconta di essere rimasto tutta la notte con la ragazza argentina, mentre quest’ultima afferma di essersene andata dieci minuti dopo che Gessica era rientrata.

Secondo le indagini il “crollo psicotico” che avrebbe portato la giovane a togliersi la vita sarebbe dovuto al sovraccarico di lavoro, e il culmine sarebbe

stato il tradimento del fidanzato. Ma il sottufficiale non era il fidanzato, non c’erano ragioni di una gelosia né per la definizione di un tradimento. Il mistero sulla morte di Gessica non è ancora stato sciolto quindi.

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