Cronaca nera

Uccise compagna e suocera a coltellate: chiesto l'ergastolo per il magrebino

Jawad Hicham, il trentottenne magrebino arrestato con l'accusa di aver ucciso a coltellate la compagna Sara Ruschi e la suocera Brunetta Ridolfi, comparirà davanti alla Corte d'Assise d'Arezzo il prossimo 14 ottobre. Rischia l'ergastolo per duplice omocidio aggravato

Jawad Hicham insieme alla moglie Sara Ruschi
Jawad Hicham insieme alla moglie Sara Ruschi

Ascolta ora: "Uccise compagna e suocera a coltellate: chiesto l'ergastolo per il magrebino"

Uccise compagna e suocera a coltellate: chiesto l'ergastolo per il magrebino

00:00 / 00:00
100 %

Era stato arrestato lo scorso aprile, con l'accusa di aver ucciso sia la compagna trentacinquenne che la suocera di 76 anni. E il prossimo 14 ottobre, Jawad Hicham comparirà davanti alla Corte d'Assise di Arezzo: dovrà rispondere nel dettaglio di duplice omicidio aggravato da convivenza stabile e rischia potenzialmente l'ergastolo. Questi, stando a quanto riportato dalla testata online ArezzoNotizie, gli ultimi sviluppi in ordine cronologico legati al duplice femminicidio di Arezzo. Una storia che ha scosso l'intera Toscana (e non solo) con la comunità aretina che a pochi giorni dall'accaduto organizzò una fiaccolata per chiedere giustizia. Il trentottenne originario dell'Africa del Nord si trova attualmente detenuto presso il carcere della città di Prato in attesa degli eventi, mentre i due figli minori avuti dalla trentacinquenne si costituiranno parte civile insieme ai familiari delle due vittime.

Sulla base di quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo avrebbe accoltellato a morte tanto la compagna, Sara Ruschi, quanto la suocera, Brunetta Ridolfi. L'aggressione mortale si concretizzò nell'appartamento del capoluogo aretino nel quale i coniugi vivevano insieme ai figli, un ragazzo di 16 anni e una bambina di 2. E fu proprio il figlio primogenito ad allertare le forze dell'ordine dopo aver assistito alla scena, chiedendo un intervento sul posto e mettendo al corrente gli agenti di quanto era appena avvenuto. Sulla base delle indagini successivamente condotte, il rapporto sentimentale fra il nordafricano e la donna era in crisi. Già qualche tempo prima, in una chat su Messenger, l'uomo avrebbe minacciato di morte la compagna. Tant'è che Ruschi parlava ormai di lui come di un ex-compagno a tutti gli effetti: già lo scorso marzo lo aveva allontanato dalla casa coniugale e poco prima della scorsa Pasqua si era presentata dai carabinieri per denunciare il suo atteggiamento sempre più oppressivo.

Azioni che si sarebbero tuttavia rivelate vane: al culmine dell'ennesimo litigio, lo straniero avrebbe afferrato un coltello ed aggredito la moglie, colpendo nel frattempo anche la suocera che si era messa in mezzo per proteggere la figlia. Per entrambe le donne non c'è stato niente da fare e lo stesso Hicham, una volta raggiunto dai carabinieri arrivati in via Benedetto Varchi, avrebbe confessato di averle uccise. E nelle prossime settimane, la vicenda entrerà nel vivo anche sotto il profilo giudiziario: Hicham, in considerazione della gravità del reato di cui è accusato, non può ricorrere a riti alternativi né abbreviati sebbene non gli sia stata contestata la premeditazione.

E rischia quindi di dover trascorrere il resto della sua esistenza in un penitenziario.

Commenti