Cronache

"Un morto a bordo, aprite i porti". E riparte l'assalto delle Ong

La Louise Michel fa scattare l'allarme: "Immigrati ustionati, abbiamo bisogno di assistenza immediata". Il pressing delle Ong: "Aprite i porti italiani"

Foto di Christian Herrou per MarineTraffic.com
Foto di Christian Herrou per MarineTraffic.com

È partito nuovamente l'assalto delle Ong all'Italia. La Louise Michel ha dichiarato di essere bloccata e perciò ha lanciato una urgente richiesta di aiuto dopo aver prestato assistenza a una barca nel Mediterraneo: stando a quanto riferito dall'equipaggio, a bordo vi sarebbe un immigrato morto. La nave di soccorso per rifugiati finanziata dal celebre "street artist" britannico Banksy e battente bandiera tedesca ha fatto sapere che le condizioni sono di assoluto pericolo: sarebbe sovraffollata e perciò del tutto incapace di muoversi dopo aver incontrato un'altra barca che tentava di attraversare il braccio di mare che divide l'Europa e l'Africa con 219 persone a bordo. "Abbiamo un morto a bordo e altri hanno ustioni su tutto il corpo", scrivono.

L'equipaggio della nave, composto da 10 persone, nella giornata di giovedì aveva salvato altri 89 profughi da un gommone in pericolo, sottolineando che le agenzie di soccorso europee avevano ignorato tutte le chiamate di soccorso. Stando a quanto si apprende dal sito web di monitoraggio delle navi Marine Traffic, questa mattina all'alba la barca si trovava a circa 90 chilometri a sud-est di Lampedusa. "Louise Michel non è in grado di muoversi, non è più padrona della sua manovra, a causa del suo ponte sovraffollato e di una zattera di salvataggio schierata al suo fianco, ma soprattutto perché l'Europa ignora le nostre chiamate di pronto soccorso. Le autorità responsabili continuano a non rispondere.", hanno scritto su Twitter i responsabili dell'imbarcazione lunga 31 metri. A ciò si aggiunge pure l'appello diramato da Mediterranea Saving Humanso al ministro Paola De Micheli e alla Guardia costiera: "La Louise Michel è in una situazione di emergenza e le istituzioni italiane ed europee devono intervenire per mettere in salvo le più di 200 persone a bordo e l'equipaggio. Salvatele, sono a due ore da Lampedusa".

L'assalto delle Ong

Intanto la Sea-Watch 4 è in rotta di avvicinamento alle acque territoriali italiane: a bordo della nave - partita due settimane fa dal porto di Buriana (Spagna) con la certezza che prima o poi sarebbe arrivato l'ok dall'Italia - ci sono al momento oltre 200 migranti, recuperati nell'ambito della missione finanziata dalla chiesa evangelica tedesca. Nelle scorse ore l'Ong aveva fatto richiesta di un porto sicuro sia a Malta sia all'Italia: la Valletta ha prontamente respinto la richiesta, mentre dal nostro Paese ancora non è arrivata nessuna risposta. E adesso la Sea-Watch 4 sta navigando al largo delle coste siciliane, prospiciente Portopalo.

Il tutto mentre Nello Musumeci sta tentendo di mettere al sicuro la propria Regione: il governatore si è visto respingere dal Tar l'ordinanza mediante cui aveva disposto la chiusura degli hotspot e dei porti dell'isola. Il presidente potrà fare ricorso all'articolo 31 dello Statuto regionale per far valere la sua ordinanza, ma appare evidente come il braccio di ferro voluto dal governo centrale vada contro la volontà dei siciliani. "Provo pena per chi continua a speculare, anche in queste ore, sulla battaglia civile e politica che stiamo conducendo. Guardino le 'stanze' dell'hotspot di Lampedusa. Nessun distanziamento, un vero assembramento di uomini, prima di essere svuotato", ha tuonato Musumeci.

Governo sotto accusa

Come se non bastasse, a Lampedusa continuano gli sbarchi autonomi: è di ieri il video pubblicato da Lucia Borgonzoni, parlamentare della Lega, in cui si vedono un paio di imbarcazioni raggiungere la banchina per attraccare e fare scendere i passeggeri, circa una decina per natante. E diverse ore fa si sono registrati altri 3 sbarchi: un'imbarcazione è arrivata in porto, una a Cala Creta, una a Cala Pisana, per un totale di circa 100 immigrati. Da qui nasce la dura accusa del sindaco Totò Martello: "Gli uomini delle forze dell'ordine e della Guardia costiera sono stremati, lavorano giorno e notte e non sono in numero sufficiente per fronteggiare questa emergenza. A Lampedusa in due giorni ci sono stati circa 40 sbarchi, il centro di accoglienza è di nuovo strapieno, e il silenzio del governo nazionale sta diventando insopportabile".

Ma dall'esecutivo giallorosso arrivano parole di tranquillità: la situazione è sotto controllo. Non si direbbe, ma Luciana Lamorgese ha voluto specificare che non si tratta assolutamente di un'emergenza: "Mi preme chiarire che, sebbene ci sia una tendenza in aumento degli sbarchi autonomi rispetto al 2019, i numeri attuali non rappresentano un'emergenza". Il ministro dell'Interno, nell'intervista rilasciata a La Repubblica, ha dichiarato che le difficoltà "sono di carattere logistico legate alle misure di profilassi sanitaria stabilite per il Covid-19".

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