Roberto Calderoli: "Lo Stato gioca a braccio di ferro, ma così Musumeci può vincere"

Roberto Calderoli suggerisce a Nello Musumeci la strada per ribaltare la decisione del Tar che annulla l'ordinanza sui migranti del governatore per la tutela della salute pubblica

Roberto Calderoli: "Lo Stato gioca a braccio di ferro, ma così Musumeci può vincere"

Nello Musumeci ha ordinato la chiusura degli hotspot ma il Tar della Sicilia ne ha sospeso l'ordinanza, perché le misure "sembrano esorbitare dall'ambito dei poteri attribuiti alle regioni". È così che è iniziato il braccio di ferro tra la Regione Sicilia e il governo, che vede Nello Musumeci schierato in prima linea in difesa dei diritti dei suoi cittadini ma, soprattutto, della salute pubblica. Il Tar ha accolto il ricorso di Conte ma adesso Musumeci può ricorrere all'articolo 31 dello statuto della Regione Siciliana per ribaltare la situazione, come suggerito da Roberto Calderoli.

Domenica, il governatore della Sicilia era stato molto chiaro e aveva sbattuto con forza i pugni sul tavolo. I migranti dovevano andare via dall'isola e gli hotspot dovevano essere chiusi. L'ordinanza di Nello Musumeci aveva posto come deadline la mezzanotte di lunedì e qualcosa sembrava muoversi con l'arrivo delle navi quarantena, pronte a imbarcare nuovi migranti a bordo per liberare gli hotspot, soprattutto quello di Lampedusa, ormai al collasso. Immediato il ricorso al Tar da parte del governo. Il tribunale amministrativo regionale ha dato ragione a Roma. I giudici spiegano che le misure "sebbene disposte con la dichiarata finalità di tutela della salute in conseguenza del dilagare dell'epidemia da Covid-19 sul territorio regionale, involvono e impattano in modo decisivo sull'organizzazione e la gestione del fenomeno migratorio nel territorio italiano, che rientra pacificamente nell'ambito della competenza esclusiva dello Stato". Provvedimento sospeso, quindi, e hotspot che tornano regolarmente aperti in Sicilia, così come i porti.

Tra i tanti messaggi di solidarietà inviati a Nello Musumeci, privato di fatto della possibilità decisionale sul territorio di sua competenza, c'è anche quello di Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato. Il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega ha suggerito al governatore della Regione Sicilia una strada potenzialmente valida da percorrere per attuare la sua ordinanza: "Anche se il Tar ha sospeso l'esecutività dell'ordinanza del governatore siciliano Musumeci a mio avviso resta la validità amministrativa del provvedimento che riguarda la tutela della salute dei cittadini siciliani, e dei turisti in transito in Sicilia, e non le politiche migratorie". Roberto Calderoli, quindi, richiama l'articolo 31 dello Statuto della Regione Siciliana. Testualmente, l'articolo specifica che: "Al mantenimento dell'ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l'impiego e l'utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può chiedere l'impiego delle forze armate dello Stato".

Alla luce di questo, il sen. Calderoli sottolinea che "il responsabile dell’ordine pubblico in Sicilia è il presidente regionale, che può delegare questa competenza al Governo centrale". Statuto alla mano, la delega al governo centrale è una possibilità e non un obbligo, come specifica il vicepresidente del Senato.

Per il senatore Calderoli, questo vuol dire che "è il governatore regionale che ha la responsabilità e l’ultima parola sulla sicurezza della sua Regione". La nota del coordinatore dell'esponente della Lega si conclude in modo diretto: "Se lo Stato vuole giocare a braccio di ferro il governatore Musumeci ha i muscoli per farlo e per vincere".

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