"Infettata in ospedale, mi rimborsino". Ma i giudici le danno torto

Protagonista della vicenda una donna agrigentina che asserisce di aver contratto un'infezione durante la sua degenza in ospedale, a causa della patologia non riuscirebbe più a lavorare

Dice di aver contratto un’infezione all’ospedale e chiede un milione di euro in risarcimento. Una vicenda che sta facendo discutere non poco ad Agrigento e che ha come protagonista una donna che asserisce di essersi ammalata mentre si trovava al pronto soccorso dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì.

Secondo la paziente, la malattia è iniziata a causa della sua degenza in un reparto infetto e adesso, per via della patologia, “ha perso la capacità di svolgere la sua attività lavorativa”. Ben 1.119.303 euro nello specifico la somma chiesta in risarcimento danni “per la responsabilità dei medici”.

Una notevole cifra la cui ragione deve trovare riscontro su quelle che potrebbero essere le eventuali responsabilità dei dottori unitamente all’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Cos’è successo dentro il reparto? C’è davvero un nesso tra la patologia di cui soffre adesso la donna e la sua permanenza dentro quell’ospedale? Questi e tanti altri gli interrogativi a cui dare risposta e che stanno facendo non poco parlare in città.

La donna ha portato la sua battaglia in tribunale ma, nel corso del giudizio di primo grado, la sua richiesta è stata rigettata a fronte di nessuna responsabilità riscontrata a carico dei medici del nosocomio canicattinese. L’agrigentina però ferma nel ribadire che la colpa è imputabile agli specialisti che l’hanno assistita è ricorsa in appello e giorno 12 è prevista la prima udienza. Nel frattempo l'Asp ha deciso di costituirsi in giudizio e resistere alla richiesta che ritiene priva di fondamento.

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