Amazzonia, le suore progressiste vogliono dire messa

Al Sinodo panamazzonico si discute di diaconato femminile, ma c'è anche chi vorrebbe che le suore divenissero sacerdoti. La battaglia di suor Irene Gassman

Amazzonia, le suore progressiste vogliono dire messa

Attorno al Sinodo panamazzonico non c'è solo il fronte di chi sostiene la bontà dei "viri probati", ma anche quello di chi ritiene che i compiti dei sacerdoti e delle suore vadano uniformati, comprendendo l'amministrazione dei sacramenti. Poco dopo l'inizio dei lavori, alcune realtà progressiste ed ecclesiastiche hanno segnalato come, anche in questa circostanza sinodale, a votare saranno solo gli uomini. E la "Chiesa in uscita" di Papa Francesco - sostengono - dovrebbe virare verso una novità ancor più drastica: suore sacerdotesse. A pensarla così, per esempio, è la benedettina suor Irene Gassman, che è di sicuro tra le consacrate più convinte.

Tando da parlare di parità di genere. Stando a quanto ha dichiarato a Il Giorno, per esempio, suor Irene pensa che le consacrate non debbano - come invece accade - essere tenute fuori dalla vita sacerdotale: "Le donne possono studiare Teologia, possono insegnare. Tuttavia - ha aggiunto - , nei casi in cui è necessaria l' ordinazione sacra, vengono escluse. Questo è incomprensibile per molte di loro, così come per tanti uomini di oggi. In tante si sentono straniere nella Chiesa". In Nord Europa questa rivendicazione sta trovando spazio. L'episcopato tedesco riunitosi a Fulda non sembra affatto disdegnare il perseguimento di questa strada. Ma non è uno scenario solo europeo. Nel corso dei lavori del Sinodo panamazzonico, è emerso il racconto di un'altra suora, suor Alba Teresa Castilla, che ha spiegato ai padri sinodali come in quei territori le suore già usino battezzare, sposare ed ascoltare le confessioni dei credenti. Considerate le difficoltà persistenti nel far passare i "viri probati", è molto difficile che i vescovi convocati da Papa Francesco aprano a questa riforma. Ma già la discussione rappresenta una novità di rilievo.

"La nostra Chiesa è in una grande crisi e può essere guarita solo se donne e uomini sono uguali in tutti i ministeri e uffici. Finché la consacrazione resta riservata agli uomini, ci sarà uno squilibrio di potere", ha insistito, nell'intervista alla fonte sopracitata, suor Irene Gassman. La sensazione è che questo resti un argomento molto divisivo. Nel "concilio interno" dei tedeschi, per esempio, si è assistito alle dimissioni della teologa Marianne Schlosser, che è un'allieva di Joseph Ratzinger e che della consacrazione di donne votate al sacerdozio non ne vuole sapere.

Vale la pena sottolineare, infine, come alcuni movimenti femministi abbiano criticato il Papa regnante proprio per via di questa mancata equipollenza tra i ruoli esercitati dagli uomini all'interno della Chiesa e quelli per cui sono incaricate le donne.

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