Leggi il settimanale

Il Sì smonta Landini. "Spudorata menzogna"

L'evento di Milano promosso da Fi. Condanna del videospot postato dal segretario Cgil

Il Sì smonta Landini. "Spudorata menzogna"
00:00 00:00

Una lettera aperta al procuratore Nicola Gratteri, firmata da Enzo Tortora e letta dalla sua compagna Francesca Scopelliti: è questo il passaggio più toccante della convention con cui Forza Italia ha lanciato ieri a Milano la sua campagna per il Si al referendum sulla giustizia. "Io ho visto cosa accade quando la toga diventa una corazza e i ruoli si confondono", legge la Scopelliti, "quella che mi travolse fu la cultura del corporativismo e non della verità". A Gratteri, che oggi incarna il volto più in vista del fronte del No alla riforma, il presentatore distrutto dalla malagiustizia manda a dire attraverso la sua compagna: "Un giudice terzo e imparziale non avrebbe autorizzato il mio arresto e avallato una condanna senza prove". E la senatrice azzurra racconta: quando il processo d'appello a Tortora arrivò a un giudice per bene, il giudice Morello, la Procura cercò di avvicinarlo. Morello rifiutò, e Tortora fu assolto.

Sala dell'Umanitaria stracolma, a ridosso del Palazzo di giustizia. Sul palco si avvicendano avvocati, giuristi, amministratori pubblici, pronti a raccogliere l'appello del vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè: Andate, parlate con la gente, smontate le colossali bugie, le falsità, le eresie che girano intorno al tema del referendum. Proprio qui, secondo i promotori, si gioca la partita del 22 e 23 marzo: la strada per la vittoria del Sì passa per spiegare agli elettori che nessuno dei pericoli evocati dagli oppositori della riforma è reale, a partire dal più sventolato, la sottoposizione del pubblico ministero al potere esecutivo. Che non è scritta da nessuna parte, anzi è esplicitamente esclusa, e che però viene nuovamente sventolata dal segretario della Cgil Maurizio Landini in un video diffuso ieri in cui il sindacalista afferma "il governo vuole magistrati che rispondano alla politica". Dalla sala del convegno milanese gli risponde senza mezzi termini Nicolò Zanon, ex giudice costituzionale: "È una spudorata menzogna che aizza le paure più semplici che si possono evocare nella popolazione. Sono proprio sleali".

A fare gli onori di casa Cristina Rossello, segretario cittadino di Forza Italia, che mette sul palco la bandiera con la foto di Silvio Berlusconi: inevitabilmente, perché gli interventi e le facce raccontano che per il mondo forzista la campagna referendaria è l'ultimo miglio di una battaglia combattuta per decenni dal fondatore del partito, e che solo il voto del mese prossimo separa dalla vittoria finale. Sondaggi alla mano, il gruppo dirigente sa che il primo obiettivo è convincere la gente a "battere la pigrizia" e a recarsi ai seggi. Sapendo che di fronte c'è "il nostro nemico numero uno, l'Associazione nazionale magistrati", come dice Mulè, che però ha intorno a sé un magma di alleati: e che per questo si può sconfiggere solo smontandone la narrazione. E un pezzo importante è raccontare i guasti che l'appiattimento dei giudici sulle Procure ha prodotto in questi anni. "Io sono sindaco di Assago da molti anni - racconta Graziano Musella - e ho visto centinaia di miei colleghi, di amministratori pubblici, travolti da indagini, arresti e sentenze. Sapete quante condanne sono diventate definitive? Non più del 15 per cento". Ma intanto, vite e carriere distrutte.

Soddisfatta la Rossello: "È stata una serata importante perché c'è stato modo di radunarci tutti insieme, con i comitati cittadini che hanno potuto spiegare nel dettaglio le ragioni tecniche della riforma. È una riforma di visione, perché dà una prospettiva diversa alla giustizia in un mondo che sta cambiando. E noi dobbiamo essere all'altezza".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica