Guerra in Ucraina

Le armi in campo e i due perdenti

Stragi di innocenti, bombardamenti, file di carri armati, assedi di città. Queste sono le armi messe in campo dalla Russia che per Volodymyr Zelensky ha un unico obiettivo: "Cancellare l'Ucraina"

Le armi in campo e i due perdenti

Stragi di innocenti, bombardamenti, file di carri armati, assedi di città. Queste sono le armi messe in campo dalla Russia che per Volodymyr Zelensky ha un unico obiettivo: «Cancellare l'Ucraina». E forse ha ragione da vendere visto il bilancio della prima settimana di guerra e, soprattutto, l'escalation militare degli ultimi due giorni che ha accompagnato i negoziati «farsa».

Le armi dell'Occidente sono diverse, ma paradossalmente hanno lo stesso obiettivo: cancellare la Russia di Putin dalla comunità internazionale. Isolarla, spedirla su un altro pianeta, reinventare un altro muro, un'altra Cortina di ferro. Ovviamente le armi delle democrazie sono più sofisticate: da queste parti non ci si affida alla forza bruta, alle bombe, ma non significa che siano strumenti meno efficaci. Le sanzioni economiche puntano a reintrodurre il baratto, per usare un'iperbole, come strumento commerciale dalle parti di Mosca. Inoltre la Russia e i suoi abitanti sono sottoposti ad una cancellazione della loro identità non solo economica o politica, ma anche culturale, sportiva. Debbono, questo è l'obiettivo, vergognarsi di se stessi.

Nelle manifestazioni sportive come le Paralimpiadi gli atleti russi partecipano senza inno e bandiera e non entrano nel medagliere. In Inghilterra gli oligarchi sono cacciati dalle squadre di calcio e i piloti russi esclusi dalle gare di Formula Uno. Agli artisti vengono imposte abiure, mentre al sindaco di Firenze c'è chi ha chiesto di demolire la statua di Dostoevskij. Già, la «cancel culture» come arma letale.

Insomma, siamo di fronte ad uno scontro talmente cruento che si punta a rendere l'avversario orfano di se stesso. È fatale. Se l'Occidente non può schierare carri armati, non può garantire con i suoi aerei la no-fly zone sull'Ucraina, che altre armi può mettere in campo contro Putin? Si possono avere riserve, dubbi, ma non dimentichiamo che questa è la guerra. Se usi le bombe sai quali sono gli effetti. Se usi le sanzioni economiche e l'ostracismo, pure. Entrambi gli armamenti puntano a cancellare il nemico dalla faccia della terra. Solo che se si persegue questa ratio vengono meno pure i protagonisti di un'eventuale pace.

La grande assente è la politica, ormai disarmata e inerme. Draghi due giorni fa ne rivendicava il primato sull'economia. Giusto. Ma quali sono le armi della politica? La stragrande maggioranza dei delegati Onu ha condannato l'aggressione. Ma poi? E le prese di posizione del Parlamento Europeo? Non vengono prese sul serio neppure a casa. La notizia della mozione che apre le porte dell'Europa all'Ucraina - detto per inciso - latitava ieri perfino sulle prime pagine dei quotidiani italiani.

E se la politica non c'è, restano in campo solo le armi. A Washington, Londra e Bruxelles sperano che l'establishment russo sia stato talmente contagiato dal modello occidentale da non poterne più fare a meno, al punto da essere pronto a liberarsi di Putin pur di evitare l'ostracismo: a Mosca nessuno dovrebbe essere disposto ad adottare i costumi della Corea del Nord. Magari è così. Magari, invece, ha ragione lo Zar che, parafrasando Stalin, si chiede: «La cancel culture? Quante divisioni ha?». Sono di fronte due scommesse con una drammatica verità che indica, purtroppo, fin d'ora due sicuri perdenti: il popolo ucraino e il popolo russo.

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